Il ladro: «Spiacenti, siamo chiusi». Il pizzaiolo: «Io sarei... il titolare»

di Ambra Prati

Campagnola: il gestore rientra in pausa pranzo e sorprende il malvivente, poi arrestato dai carabinieri «Son tornato per puro caso. Avevo in braccio mia figlia di 8 mesi, un vigile fuori servizio mi ha aiutato»

CAMPAGNOLA EMILIA. «Ho fatto ritorno in negozio per puro caso, perché una cliente incontrata in piazza aveva bisogno di erbazzone. Sono entrato nella pizzeria con la cliente e con la bimba di otto mesi in braccio: uno sconosciuto (subito non mi sono reso conto che era un ladro) mi ha detto “spiacenti, ma siamo chiusi”. Ho replicato: “Sono io il titolare”. Quello, sorpreso, per tutta risposta ha cominciato a correre». Ne è nato un inseguimento rocambolesco, con un agente di polizia municipale fuori servizio che, riconoscendo il furgone del malvivente, ha consentito di rintracciarlo e arrestarlo.

Enrico Gallo Mottola, 30 anni, che gestisce dal maggio scorso la pizzeria d’asporto "Da Ciccio" in piazza Roma 73 a Campagnola, ieri era già al lavoro dietro al bancone e ha raccontato l’incredibile disavventura. «Sabato scorso ho chiuso alle 13, come tutti i giorni. La nonna della mia compagna abita nella palazzina sopra la pizzeria, perciò sono andato a prendere mia figlia. Nello scendere, ho incontrato una cliente abituale che mi ha chiesto un vassoio di erbazzone; non volendo farla aspettare, le ho detto di seguirmi, glielo avrei dato subito».

Messo piede nel locale, però, il piazzaiolo si è però imbattuto nel garbato ladro, intento a svuotare il registratore di cassa; lo sconosciuto, colto sul fatto, è scappato verso la piazza con sotto il braccio il computer portatile dell’attività, un notebook marca Acer, salendo su un furgone e sgommando via.

Il tutto è accaduto in pochi concitati secondi, con le grida del pizzaiolo che hanno attirato l’attenzione di alcuni passanti, testimoni oculari della precipitosa fuga del ladro.

«Non l’ho inseguito subito, ho urlato e diversi passanti lo hanno visto – racconta Nicola Gallo Mottola – ho affidato mia figlia alla cliente, ho dovuto chiamare la mia compagna, poi al volante della mia auto ho perlustrato il quartiere, alla ricerca di quell’uomo. Mentre mi aggiravo in zona, un agente della Municipale fuori servizio, che passava da lì mi ha fermato e mi ha riferito di aver visto quel furgone cassonato e di aver notato la direzione di fuga; perciò è salito in auto con me e ci siamo posti all’inseguimento».

Il malvivente tuttavia è riuscito a far perdere le proprie tracce, rendendo vana la reattività di vittima e agente. Però il malvivente è stato ripreso dalle telecamere del sistema di videosorveglianza della piazza, e dalle immagini, dopo l’allarme lanciato ai carabinieri, gli inquirenti sono risaliti all’esatta targa e all’intestatario del veicolo: una ditta correggese risultata del tutto estranea al furto. Il furgone lo aveva in uso un dipendente, che è stato agevolmente rintracciato sul luogo di lavoro nel giro di tre ore. Camillo Tripoli, 40enne siciliano residente a Correggio – questa l’identità del dipendente – viste le schiaccianti prove contro di lui è stato arrestato con l’accusa di furto aggravato. E, prima di essere portato in carcere, ha collaborato con i carabinieri, rivelando di aver nascosto la refurtiva in un garage. «Tra gli spiccoli per il resto lasciati in cassa e altri 100 euro custoditi nel marsupio che utilizzo per le consegne a domicilio, il ladro mi ha rubato 211 euro, restituendone solo 33: il resto pare che li avesse già spesi – conclude il pizzaiolo –. Almeno mi ha restituito il computer». ©RIPRODUZIONE RISERVATA