Passa di mano la bottega più antica di Reggio Emilia

di Enrico Lorenzo Tidona

I fratelli Bizzocchi cedono la secolare attività di vendita di libri e articoli religiosi fondata nel 1893 in via Vittorio Veneto e gestita per generazioni dalla famiglia

REGGIO EMILIA  La fede «è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono» diceva Sant’Agostino. Un dono che ha però i suoi riti e prevede anche simboli terreni, materiali di consumo, necessari per poterla coltivare e tramandare.

Un commercio portato avanti per oltre un secolo dalla famiglia reggiana Bizzocchi in via Vittorio Veneto, nella bottega ricavata a lato del vescovado, in pieno centro città, da poco ceduta a nuovi gestori, che a breve prenderanno posto. Lì, nel 1893, ben 123 anni fa, i Bizzocchi hanno aperto il negozio di vendita di articoli religiosi e di libri, che ha dato poi i natali all’omonima casa editrice.

«I nostri genitori ci facevano venire fin da bambini per non lasciarci in giro per le strade – racconta Giancarlo Bizzocchi dietro al banco del negozio –. Una storia incredibile: siamo passati tutti di qua. Eravamo 11 in famiglia». La sua cordialità è quella del commerciante di lungo corso, come insegnato dallo zio Andrea, che ebbe a sua volta in dono la bottega dal padre che lo attendeva dopo la leva militare. «L’insegna resta, quella non cambia» assicura ora Giancarlo, che non lesina un certo rammarico al pensiero di starsene con le mani in mano dopo 55 anni dentro le mura di proprietà della Curia.

«Agenzia libreria ecclesiastica Bizzocchi» riporta una vecchia pubblicità di inizio del secolo scorso, «il più grande assortimento di statue religiose, libri di devozione, statuette per presepio» ma anche «romanzi, novelle, racconti e viaggi dilettevoli, morali, istruttivi (per le famiglie e la gioventù)».

Iscrizioni ormai sbiadite, come alcuni ricordi, mentre i clienti, trattenuti anche dalla tradizione e dal credo, continuano ad esserci e sono per buona parte affezionati, chiamati per nome, con commiati gentili, per certi versi cerimoniosi rispetto al mordi e fuggi delle grandi insegne.

I fratelli Bizzocchi cedono lo storico negozio nato nel 1893

«Sentirti quello della famiglia tradizionale che chiude è un po’ pesante - confessa Giancarlo - ma bisogna fare delle scelte. E poi il mondo cambia. È stata molto meditata questa cosa, abbiamo portato avanti l’attività più di quanto avevamo già stabilito proprio perché facevamo fatica a lasciare questo ambiente». Accanto a Giancarlo c’è il fratello Paolo, di cinque anni più vecchio ma sempre presente dietro la serranda, tra crocifissi, rosari e le immagini dei Papi. Anche l’impronta della città è ben presente, con quadretti con l’immagine del teatro Valli su lastra d’argento, così come alcuni punti di riferimento culturale considerati da molti immancabili, come «Il pescatore reggiano», calendario storico astronomico agricolo, a metà tra il sacro e il profano, best seller della piccola casa editrice che continuerà ad essere della famiglia Bizzocchi.

«È da una vita che lavoro qui dentro – racconta ancora Giancarlo tra un ricordo e l’altro –. La bottega era stata fondata da mio nonno che la diede al figlio. All’inizio era un negozio nel quale stampavano dei giornali di parrocchia. Sono storie anche sfumate, appartengono al 1800: dovremmo essere il negozio più vecchio di Reggio. Le edizioni sono a parte, appartengono a mio fratello Gianni. Noi eravamo in sette fratelli, io sono l’ultimo. Adesso siamo rimasti in cinque». Poi prende coraggio e ci mostra il retrobottega trasformato involontariamente in un piccolo santuario con scatole impilate contenenti migliaia di santini riconoscibili per le facce dei santi incollate davanti. «Vi confesso che non ho dormito per delle notti prima di decidere. Ora sto meglio: vendiamo e la vita continua».