pieve modolena

Rubano anche tra i banchi della chiesa, il parroco: “Siamo sconfortati”

di Serena Arbizzi

Don Manfredini e i parrocchiani esasperati: “Furti continui anche sulle auto nel parcheggio, al cimitero e alla scuola materna”

REGGIO EMILIA. Furti a qualsiasi ora del giorno e della notte, con il parroco costretto a ricordare durante l’omelia di non lasciare oggetti in macchina o, in generale, di non manifestare comportamenti imprudenti che potrebbero attrarre i ladri. I malviventi si mescolano infatti alla folla durante le funzioni religiose e in più occasioni è capitato che rubassero perfino durante la messa.

Pieve Modolena e, in particolare, la parrocchia vicino alla quale hanno sede la scuola materna, la casa della carità e l’oratorio, è assediata. Sono innumerevoli gli episodi di criminalità subìti dai parrocchiani. L’ultimo in ordine cronologico risale a sabato pomeriggio quando una nigeriana, vedova e mamma di cinque figli, si è trattenuta all’oratorio per organizzare una festa insieme ad alcune amiche.

Una volta uscita, ha appoggiato la borsetta in auto, per poi andare a buttare la spazzatura. Tempo pochi minuti e i ladri le hanno rubato la borsa dove la donna teneva il passaporto, il permesso di soggiorno, più altri documenti e contanti.

«Sono stati rapidissimi: in pochissimi minuti i ladri hanno portato via la borsetta dalla Citroen di questa signora nigeriana – racconta don Gianni Manfredini, una volta finita l’omelia, ieri mattina –. Ma i malviventi non prendono di mira soltanto le automobili. Diverse volte sono riusciti a entrare alla scuola materna vicina alla parrocchia di San Michele Arcangelo: hanno rubato materiale di cancelleria e un computer. Inoltre, i ladri hanno cercato d’intrufolarsi alla casa della carità ma l’allarme è scattato e li ha fatti desistere.

Parecchia apprensione, poi, provocano i furti durante la funzione religiosa. Qualche volta, è successo che i parrocchiani, mentre stavano facendo la comunione siano stati derubati durante quel brevissimo arco di tempo in cui si sono alzati dal loro posto per raggiungere l’altare. Sono arrivato a fare qualche raccomandazione, durante l’omelia, per evitare che la gente manifesti comportamenti imprudenti che possano attrarre l’attenzione dei ladri: come lasciare borse in auto, per esempio».

La situazione non è tranquilla nemmeno al cimitero: succede che i ladri osservino i comportamenti delle persone e se vengono lasciati oggetti all’interno del cruscotto della macchina, puntualmente accade che vengano depredati.

«I ladri sono molto accaniti anche nei confronti delle abitazioni private – prosegue don Gianni –. Ormai i cittadini sono talmente sconfortati che non presentano più denuncia. Questo nonostante le forze dell’ordine siano presenti sul territorio e ci abbiano raggiunti velocemente quando li abbiamo chiamati».