Artigiano edile di 20 anni perde il lavoro e si trasforma in spacciatore

Reggio Emilia: il giovane è stato trovato con 58 grammi di cocaina e arrestato dai carabinieri. Nei guai anche un pizzaiolo di 30 anni (solo denunciato): sarebbe stato lui a vendergli la droga

REGGIO EMILIA. Disoccupato da qualche mese, un artigiano edile di 20 anni _ Francesco Nardo _ è stato arrestato dai carabinieri di Reggio Emilia con l’accusa di detenzione ai fii di spaccio di sostanze stupefacenti.

Allo spacciatore i militari hanno sequestrato oltre mezzo etto di cocaina e due telefoni cellulari, ritenuti il tramite per i contatti con i clienti. Quando è stato sorpreso con la droga è stato lo stesso artigiano, incensurato, a riferire ai militari che a causa di problemi di natura economica intervenuti all’interno della sua ditta aveva deciso da qualche mese di dedicarsi all’illecita attività di compravendita di stupefacenti.

L’indagine dei carabinieri è partita dalle segnalazione di alcuni residenti di Pieve Modolena, insospettiti da uno strano "giro" di droga nella zona. Sono stati così intensificati i controlli in via Perugino e, nella tarda mattinata di mercoledì, si è arrivati all'arresto dell'artigiano.

Il giovane è stato infatti giungere in auto e fermarsi nei pressi di un condominio: dopo aver suonato un campanello ed essere entrato, è uscito poco dopo e si è allontanato alla guida della sua auto, che è poi stata fermata dai carabinieri. Durante i controlli il giovane, identificato in un 20enne reggiano, anticipava le risultanze degli accertamenti consegnando spontaneamente un involucro in cellophane, che prendeva dal vano porta oggetti, risultato contenere 55 grammi di cocaina.

Nel corso degli sviluppi investigativi relativi all’arresto dell’artigiano, i carabinieri raggiungevano il condominio di via Perugino, da dove il 20enne era stato notato uscire: hanno così perquisito l'abitazione in uso a un 30enne pizzaiolo napoletano, ritenuto essere stato il fornitore dell’artigiano, che però non aveva droga in casa. E' stata però notata una serie di elementi che riconducevano ad una possibile attività di spaccio, per la cui ipotesi il 30enne veniva denunciato alla procura reggiana.

Nell’abitazione del pizzaiolo infatti i carabinieri sequestravano 4 telefoni cellulari, ritenuti il tramite per i contatti con i clienti, un bilancino di precisione, alcuni sacchetti di plastica tagliati e predisposti per il sottovuoto perfettamente compatibili con quello trovato all’artigiano, diversi ritagli in plastica idonei al confezionamento di piccole dosi, oltre 1.000 euro in contanti ritenuti provento dello spaccio e una decina di grammi di sostanza da taglio.