Addio a Paolo Prodi, storico di razza

Fratello dell’ex premier, era nato 84 anni fa a Scandiano. Napolitano ricorda “il suo forte impegno civile e democratico”

REGGIO EMILIA. È scomparso venerdì sera a Bologna, all’età di 84 anni, Paolo Prodi, fratello dell'ex presidente del Consiglio e della Commissione Europea, Romano Prodi. Storico ed intellettuale, ex deputato, è stato docente universitario a Trento, Roma e all'Alma Mater di Bologna, oltre ad essere fondatore della casa editrice “Il Mulino”.

Paolo Prodi nasce il 3 ottobre del 1932 a Scandiano, così come i suoi otto fratelli. Si è laureato in Scienze Politiche all’Università Cattolica di Milano, dopo aver vinto una borsa di studio al Collegio Augustinianum, per poi perfezionare gli studi presso l'Università di Bonn. Ha insegnato Storia moderna all'Università di Trento (di cui è stato rettore dal 1972 al 1977, nonché preside della Facoltà di Lettere dal 1985 al 1988), all'Università di Roma e all'Università di Bologna (della cui facoltà di Magistero è stato preside dal 1969 al 1972). È stato presidente della Giunta storica nazionale, membro dell'Accademia Austriaca delle Scienze e dell'Accademia Nazionale dei Lincei. È stato tra i fondatori dell'Associazione di cultura e politica “Il Mulino” (fondata nel 1965). Nel 1973 ha fondato, insieme a Hubert Jedin (di cui è stato allievo), l'Istituto storico italo-germanico di Trento, istituto che ha diretto per oltre un ventennio. Nel 2007 è stato insignito del Premio Alexander von Humboldt .

La maggior parte dei fratelli sono, o sono stati, docenti universitari: Romano di economia e politica industriale, Giovanni di analisi matematica, Vittorio di fisica, Franco di fisica dell'atmosfera, Giorgio di patologia generale.

Tanti i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Paolo Prodi a partire dal presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano: «Partecipo con animo commosso e con profondo rispetto al cordoglio per la scomparsa del Professor Paolo Prodi. È stato personalità eminente della cultura italiana del Novecento per l'accuratezza e finezza dei suoi studi, e in particolar modo di quelli dedicati alla storia della Chiesa cattolica, e allo stesso tempo per il suo forte impegno civile e democratico in rapporto dialettico con la politica nazionale ed europea e in una indefettibile dedizione ad ogni causa di progresso. Le mie condoglianze ai suoi famigliari ed il mio più caldo abbraccio a Romano». «Esprimo il cordoglio di tutto il Partito Democratico -queste le parole di Lorenzo Guerini, vicesegretario nazionale del Pd - per la scomparsa di Paolo Prodi. La sua figura di storico, di docente universitario e intellettuale appassionato alla politica lascia un contributo importante di idee e valori per il Paese. Alla sua famiglia esprimiamo tutta la nostra vicinanza». E ancora Andrea De Maria, deputato Dem: «Ho avuto modo di conoscerlo personalmente e ne ricordo la grande competenza, la lucidità di pensiero, il rigore nello studio e nell'argomentare». «Sincero cordoglio» arriva anche dal Pd bolognese e da quelle emilianp romagnolo: «Il contributo nel campo della storia, dell' Università, della politica rimarrà prezioso per il nostro territorio. Al professor Romano Prodi, alla famiglia ed ai tanti amici - si legge in una nota - la vicinanza e l'affetto di tutta la nostra comunità».

Anche per Simonetta Saliera, presidente dell'Assemblea legislativa, la scomparsa di Prodi «è motivo di dolore per tutti noi. Ha rappresentato per oltre mezzo secolo un fermento culturale di prim'ordine, contribuendo a formare intere generazioni di giovani studenti e docenti in maniera mai conformista, ma sempre attenta ai valori della verità e della convivenza civile tra i popoli».

Una cerimonia in suo ricordo è in programma all'Archiginnasio di Bologna alle 10.30 di lunedì. Seguirà il funerale religioso, probabilmente alle 11.30, nella chiesa di San Benedetto in via Indipendenza 64.