«Prolunghiamo il 9 fino a Casalgrande»

di Adriano Arati

La proposta di Montelaghi: «Siamo favorevoli a potenziare l'offerta di trasporto pubblico, in aiuto alla linea ferroviaria»

CASALGRANDE. «Perché non allungare il bus fino a Casalgrande?». In giorni in cui la discussione sui collegamenti fra Reggio e la zona ceramiche è vivacissima, il consigliere comunale di “Sinistra per Casalgrande” Alberto Montelaghi lancia un’ulteriore proposta. Il dibattito è partito ad inizio anno dopo l’annuncio di uno studio di fattibilità per prolungare sino alla stazione ferroviaria di Scandiano la linea 9 dei bus di Reggio Emilia, la linea che oggi si ferma a Fogliano, al confine con lo Scandianese. L’idea, sostenuta dal Comune di Scandiano e dal sindaco Alessio Mammi, ha generato i commenti dell’assessore reggiano Mirko Tutino, che punta invece al potenziamento della tratta ferroviaria Reggio-Sassuolo, e da lì è partito un lungo valzer di reazioni e risposte. Per Montelaghi e la sinistra, la visione a lungo termine è quella di un futuro in cui «la patente e l'acquisto dell'automobile non siano più un obbligo, com'è oggi, per potersi spostare. Vorremo che diventassero una scelta».

Detto questo, si dichiarano «ovviamente favorevoli al potenziamento dell'offerta di trasporto pubblico. Saranno poi le valutazioni tecniche a stabilire se sarà meglio prolungare la linea 9 o fare una linea 9+ che colleghi la zona ceramiche con il capolinea di Fellegara, oppure potenziare la linea ferroviaria come suggerisce l'assessore Tutino».

Se la strada scelta fosse quella della gomma e degli autobus, Montelaghi lancia la sua idea: prolungare la tratta sino a Casalgrande «che, con i suoi 19mila abitanti, si trova sulla stessa direttrice di Scandiano sulla ex statale 467, la strada che attraversa il capoluogo e separa Casalgrande da Casalgrande Alto, le frazioni di Dinazzano, San Antonino e Veggia».

Una volta a Veggia, poi, ci si «potrebbe connettere al sistema della parte sassolese del comprensorio ceramico. Va tenuto conto che molti cittadini che si sono trasferiti a Casalgrande dalla sponda modenese mantengono, dall'altra parte del Secchia, lavoro e strette relazioni sociali e famigliari».

Montelaghi non immagina corse continue, ma piuttosto un sostegno alla ferrovia: «Per il tratto casalgrandese si potrebbero valutare corse che coprano gli orari lasciati vuoti dal trenino Reggio- Sassuolo», ipotizza. In pratica, l’eventuale “9+” arriverebbe sempre a Scandiano e proseguirebbe sino al Secchia solo nei periodi con poche corse su rotaia.

Dall’altro lato, Montelaghi non disdegna neppure l’opzione Tutino: quella di puntare tutte le risorse sul treno. «Ben venga però il potenziamento della linea ferroviaria Reggio-Sassuolo, che Sinistra per Casalgrande auspica sia elettrificata», afferma. «Da anni si sente parlare di trasformarla in una metropolitana leggera di superficie: era anche nel programma di Delrio e se ne parlava nei documenti e negli studi preliminari del Psc di Casalgrande. Il tutto è poi caduto nell'oblio assoluto e non la troviamo nemmeno più menzionata nel Psc appena approvato».

A Casalgrande la questione treno si unisce poi ad un altro tema: quello dello scalo di Dinazzano, e al collegamento, richiesto da più parti, con un altro cruciale scalo merci: quello di Marzaglia di Modena. Una direttrice che velocizzerebbe parecchio il traffico merci.

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