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Muore a 48 anni Giampaolo Soncini, storico fondatore del caffè Europa

di Leonardo Grilli

Soncini è deceduto mercoledì dopo una lunga lotta contro la malattia, aprì anche il Deseo, il Pietra Nera e il Kafè. La fidanzata: "Era un uomo eccezionale"

REGGIO EMILIA. Gentilezza, cortesia e ironia. Sono queste le tre caratteristiche che rimarranno impresse in chi ha avuto il piacere di conoscere Giampaolo Soncini, morto a 48 anni dopo una lunga malattia. Figlio, fratello, fidanzato e soprattutto imprenditore.

Le sue idee brillanti, la sua passione e la sua curiosità lo portarono a cambiare completamente il modo di pensare la ristorazione, dando una spinta all’innovazione per tutti i bar di Reggio Emilia. La sua carriera è cominciata fin da giovane quando è andato a lavorare nel bar dei genitori, l’Excelsior di via Emilia Santo Stefano.

Ma ben presto la sua voglia di migliorarsi lo ha portato a Bologna, dove per specializzarsi ha trovato lavoro nello storico caffè Zanarini del capoluogo. Negli anni Novanta poi la svolta: Giampaolo, tornato a Reggio Emilia, apre il caffè Europa in piazza Prampolini che ben presto diventa il punto di riferimento per la città, soprattutto grazie alla moda degli aperitivi che l’imprenditore introduce per primo in centro.

Ma non è abbastanza, il bisogno di crescere e migliorarsi è tanto, e così Soncini negli anni seguenti crea altre tre attività: il Kaffè di via Fornaciari, il Pietra Nera sotto i portici di San Pietro e il Deseo di via Panciroli.

«Un uomo straordinario – come ricorda la fidanzata Lucilla dopo 22 anni di convivenza – Ha sempre lavorato con passione senza mai perdere il sorriso, nemmeno quando due anni fa scoprimmo la sua malattia. La gentilezza, l’ironia e la cortesia di Giampaolo lo hanno accompagnato fino all’ultimo secondo della sua vita. È stato un uomo incredibilmente coraggioso. Ogni cliente non riceveva solo un caffè quando andava da lui ma veniva accolto sempre dal suo sorriso».

Giampaolo Soncini lascia i genitori Corrado e Silvana, la sorella Loretta con suo marito Carlo e tutti i parenti, uniti nella parole di Lucilla, compagna di una vita.