Informatico, attore e padre stroncato da una malattia

Reggio Emilia: Matteo Cotugno, 49 anni, in pochi mesi è stato strappato alla sua famiglia. Lascia un figlioletto di neppure 2 anni. Ha lavorato fino all’ultimo giorno

REGGIO EMILIA. È morto a 49 anni, stroncato da una malattia che non gli ha lasciato scampo e che in pochissimi mesi l’ha strappato alla sua famiglia e al suo figlioletto Luigi, 2 anni ancora da compiere. Matteo Cotugno, originario di Bologna, da qualche tempo si era trasferito a Reggio dove era molto conosciuto. I funerali sono stati fissati per domani mattina, alle 10.30, nella chiesa di San Pio X, in via Kennedy.

Matteo Cotugno lavorava a Bologna dove aveva un ruolo di spicco alla società di consulenza informatica Twinergy poi confluita in Horsa. E a lavorare ha continuato fino all’ultimo.

«Il giorno prima di morire – ci ha raccontato affranto un amico – ha ricevuto la telefonata di un cliente. Ed è tutto il giorno che ricevo chiamate da clienti che non riescono ancora a crederci. Perché Matteo era una persona piena di vita, con tanti progetti in testa, una grande passione per il teatro. Dormiva pochissimo, era sempre in movimento».

Già, il teatro. Matteo Cotugno era regista e attore nella Compagnia del Pomodoro che aveva fondato nel 2005 dopo un percorso artistico di razza.

Matteo si era diplomato alla “Scuola Teatro del Navile” di Bologna nel 1998, successivamente aveva seguito vari stage di approfondimento. Aveva collaborato fino al 2007 con la Compagnia del Teatro del Navile in qualità di attore e regista partecipando alla messa in scena di testi tra gli altri di Edward Albee, Harold Pinter, Luigi Pirandello, Luigi Lunari, Samuel Beckett, sia Italia che all’estero.

Dopo avere collaborato con l’Associazione San Filippo Neri di Bologna e con l’Associazione “Il club di Fantomas”, nel 2005 aveva coronato il suo sogno fondando la Compagnia Teatrale Pomodoro, per la quale ha prodotto diversi spettacoli tra i quali “Corpi Estranei” di Mauro Smocovich e “Il grande capo” di Lars Von Trier molto apprezzati da pubblico e critica.

Oltre a tantissimi amici e colleghi, a piangerlo sono la moglie Michela, i genitori, i fratelli e le sorelle che gli sono stati amorevolmente accanto fino all’ultimo momento. E il piccolo Luigi.(c.c.)