Torna in cella il bandito del distributore

Guastalla: il 25enne, con un coltello, aveva assalito la cassiera. Rinuncia all’appello, ora deve scontare due anni e sei mesi

GUASTALLA. È stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione, per rapina e porto abusivo di armi per l’assalto al distributore di carburante di Guastalla, lo scorso 13 settembre. E ora, per il 25enne si sono aperte le porte del carcere a tempo record. La sentenza in primo grado è divenuta, infatti, definitiva avendo il giovane rinunciato a presentare appello. E i carabinieri di Carpineti, dando esecuzione al provvedimento emesso dall’Ufficio esecuzioni, lo sono andati a prendere dove attualmente risiede per portarlo alla Pulce.

Un rapido epilogo per il brutto episodio dell’autunno scorso quando, verso le 16.30, al distributore di carburante Cimoil che si trova sulla variante Cispadana – tra le frazioni di San Martino e San Giacomo – il 25enne del paese, aveva fatto irruzione.

Arrivato in scooter e tenendo sempre il volto coperto dal casco, il giovane aveva fatto rifornimento alla pompa di benzina inserendo una banconota da 5 euro. Ma era solo un pretesto per prendere tempo in attesa di entrare in azione.

L’obiettivo vero, infatti, erano la cassa e la cassiera, una 21enne residente a Gualtieri. Il 25enne aveva parcheggiato proprio davanti a lei, aspettato che rimanesse sola e brandendo un coltello di 33 centimetri di lunghezza – con una lama di ben 20 – aveva minacciato la giovane intimandole di consegnargli i soldi.

La ragazza alla vista del coltello si era spaventata, fuggendo all’interno dell’ufficio, mentre il rapinatore aveva cominciato ad arraffare dal cassetto le banconote da 20 euro. In tutto circa 800 euro.

Non aveva fatto i conti con la reazione degli altri dipendenti del distributore.

Subito dopo, il suo tentativo di fuga infatti si era scontrato con gli altri benzinai che lavorano per Imran Rome, il gestore dell’impianto Cimoil, di origini pachistane. Vistosi circondato, e intuendo di non avere scampo, il giovane aveva lasciato cadere lo scooter tenendo però sempre il coltello in mano, per non far avvicinare nessuno, urlando: «Riprendete i vostri soldi ma lasciatemi andare».

I quattro dipendenti, per nulla intimoriti, lo avevano accerchiato richiedendo l’intervento dei carabinieri che erano arrivati nel giro di pochi minuti. E per il 25enne, ben presto, era scattato l’arresto da parte degli uomini dell’Arma, della stazione di Gualtieri, che prima lo avevano disarmato sequestrando il coltello.

L’iter processuale del giovane, difeso dall’avvocatessa Sabrina Ori, è in seguito culminato con la condanna a due anni e sei mesi. Attualmente, il giovane si trovava in una struttura riabilitativa per tossicodipendenti. È qui che i carabinieri lo sono andati a prendere per portarlo in cella, una volta divenuta definitiva la condanna da scontare.

I tempi, rispetto al solito, sono stati così rapidi perché il giovane ha scelto d non presentare appello. Ma di accettare la condanna inflitta.

La difesa però aveva già presentato istanza affinché alla misura carceraria fosse sostituita quella del ricovero nella struttura, dove il ragazzo prima di essere portato in cella aveva intrapreso il difficile percorso verso la disintossicazione dalla dipendenza alle droghe. Era stato proprio per colpa della sua dipendenza che, da incensurato, si era macchiato di un reato tanto grave. Si attende quindi il provvedimento del giudice.

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