Droga, smantellata la rete dello spaccio

di Mauro Grasselli

I carabinieri documentano la cessione di 5.000 dosi, anche a studenti. Provvedimenti cautelari per 7 persone (4 in carcere)

CASTELLARANO. I carabinieri hanno smantellato una organizzazione italo-nordafricana di spacciatori che riforniva il comprensorio ceramico a cavallo delle province di Reggio Emilia e Modena. Oltre 5.000 le cessioni di droga documentate; sette i provvedimenti cautelari eseguiti dai carabinieri.

Con l'operazione "Dakota" – così chiamata dallo pseudonimo dell'indagato da cui è partita l'intera indagine – i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Emilia hanno disarticolato una organizzazione di spacciatori ricostruendo il business del malaffare che avveniva mediante la cessione di cocaina, hascisc e marijuana, anche a studenti minorenni.

Quattro le persone tratte in arresto, tre quelle sottoposte all'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria, oltre 5.000 cessioni di stupefacenti documentate dai carabinieri nel corso delle indagini, circa mezzo chilo, tra cocaina e hascisc, sequestrato assieme a 15mila euro in contanti, ritenuto provento dell'attività illecita. Questi i "numeri" dell'operazione Dakota, che ha portato i carabinieri, coordinati dalla Procura reggiana (pm Valentina Salvi) a smantellare un sodalizio multietnico composto da due italiani, due tunisini e tre marocchini.

L'operazione trae origine, nell'ottobre del 2015, dall'intuito degli investigatori dell'Arma che, partendo dalla denuncia per atti persecutori presentata da una ragazza reggiana nei confronti del 41enne Giuseppe Nucci, suo ex fidanzato, hanno individuato tutti i componenti di un gruppo di persone dedite al narcotraffico, composto da italiani e nordafricani. Nel corso delle indagini è emersa l'elevata propensione criminale e pericolosità in particolare di Nucci che, come le indagini hanno documentato, disponeva anche di una pistola, usata per minacciare e proteggersi.

I carabinieri hanno ricostruito la rete attraverso la quale si sviluppava il traffico di cocaina, hashish e marijuana spacciate nel comprensorio ceramico reggiano, nel basso Appennino e in provincia di Modena, dove gli indagati si rifornivano. Partendo da Dakota alias Giuseppe Nucci, i militari, attraverso servizi di osservazione, pedinamento e attività tecniche (anche di intercettazione telefonica), hanno mappato con esattezza la rete di spaccio costituita da persone che, operando autonomamente, in maniera costante e continuativa, hanno gestito ingenti quantità di cocaina, marijuana e hascisc. Nel corso delle indagini, durate oltre un anno, i carabinieri hanno eseguito anche quattro arresti in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio, operando il sequestro di circa mezzo chilo di droga, tra coca e hascisc, oltre a strumenti per il taglio e il confezionamento delle dosi.

Le risultanze investigative dei carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Castelnovo Monti, condivise dalla Procura reggiana, hanno visto il pm Valentina Salvi, titolare delle indagini, richiedere e ottenere dal gip del Tribunale di Reggio Emilia sette provvedimenti cautelari, la cui esecuzione è avvenuta ieri mattina, ad opera dei carabinieri reggiani, nelle province di Reggio Emilia, Modena e Foggia.

I destinatari delle misura carceraria sono Giuseppe Nucci, 41enne campano residente a Castellarano; i marocchini Khalid Ghannou, 35enne abitante a Modena; Hassan Atarib, 40enne, e Abdellah Elouerrad, 31enne, entrambi domiciliati a Sassuolo.

Colpiti invece da obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria il palermitano Giuseppe Gallidoro, 39enne residente a Sassuolo, i tunisini Hatem Riahi, 39enne residente a Sassuolo, e Mohamed Chehaibi, 36enne di Castellarano. Giuseppe Nucci è indagato anche per detenzione di una pistola, atti persecutori e danneggiamento aggravato, avendo incendiato l'auto della sua ex ragazza e minacciato i suoi famigliari.

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