Bruno Olivi, uomo e artista sempre aperto al nuovo

di ELISABETTA FARIOLI*

Il ricordo della direttrice dei Musei Civici sul grande pittore reggiano scomparso

Uno dei ricordi più nitidi è l'incontro in occasione dell'inaugurazione dei Ponti di Calatrava. Li aveva raggiunti da solo, con la sua macchina, ed era riuscito a trovare una posizione appartata da cui ammirarli, con tutta la curiosità che sempre lo ha animato, come uomo e come artista, intellettualmente aperto al nuovo e al moderno.

Mi ha sempre colpito la sue spiccata sensibilità verso il bello che affiorava di tanto in tanto in particolari di non scontata raffinatezza, ricordo per esempio la semplice eleganza con cui nella sua abitazione era riuscito ad assemblare in vere e proprie composizioni di gusto morandiano alcuni oggetti antichi con sue opere e oggetti d'uso quotidiano. La sua proverbiale riservatezza e timidezza l'ho vista aprirsi in modo inaspettato in qualche incontro che abbiamo avuto insieme a Pompilio Mandelli, suo privilegiato punto di riferimento artistico.

Di fronte all'indole aperta e immediata dell'amico bolognese si animava incalzandolo nel racconto degli aneddoti del comune periodo di formazione artistica, ricordando gustosi episodi di amici e insegnanti, parte di quel mondo a cui in fondo Olivi è rimasto sempre legato, da un punto di vista artistico ma forse anche umano.

*dirigente dei Musei Civici