Siulp: «Bravi gli agenti ma siamo troppo pochi»

di Leonardo Grilli

Dopo l’aggressione ai poliziotti di domenica arriva la solidarietà del sindacato Rossi: «Uno di loro si era appena ripreso da un incidente stradale in servizio»

REGGIO EMILIA. Sono intervenuti tempestivamente su un caso di furto in appartamento e hanno rischiato la vita, aggrediti da un criminale che gli ha puntato contro una delle loro pistole. Quanto successo nella notte fra sabato e domenica a due agenti della squadra Volanti della questura è un fatto grave e preoccupante, che denota come la criminalità non abbia ormai nessuno scrupolo nel rispondere anche alle forze dell’ordine. Un caso che sarebbe potuto finire molto peggio e che ha sollevato la solidarietà e le denunce del Siulp, il primo sindacato di polizia qui a Reggio Emilia.

Michele Rossi, segretario provinciale, conosce bene le problematiche dei ragazzi che quotidianamente scendono in strada per tutelare la cittadinanza. Lui, assieme agli uomini delle Volanti, ogni notte esce e affronta gli stessi pericoli. E le stesse paure. «Hanno tutta la mia stima e la mia solidarietà – ha dichiarato Rossi – hanno affrontato una situazione non semplice che purtroppo è ormai all’ordine del giorno. Uno di loro, tra l’altro, si era appena ripreso da un incidente stradale avuto con l’auto di servizio qualche tempo fa mentre stava andando a sventare un furto in un caseificio».

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Oltre alla vicinanza ai colleghi e amici che hanno visto la morte in faccia, il segretario del Siulp solleva anche la posizione difficile in cui si trovano gli agenti oggi: «Le resistenze a pubblico ufficiale accadono ogni notte, vale per noi come per i carabinieri e per i colleghi delle altre forze. Sono persone che provengono da Paesi molto più repressivi di noi e qui si trovano ad affrontare una situazione legislativa molto più morbida. E non me la prendo certo con i magistrati, che come noi applicano le leggi, ma con chi le leggi le fa. Ormai in carcere si va solo in casi gravissimi, il più delle volte i delinquenti sono fuori dopo poche ore. Ed è chiaro che poi si sentano legittimati a fare quello che vogliono».

Oltre alle condizioni legislative, alla base del problema di sicurezza ci sta anche una carenza dell’organico, che spesso mette in inferiorità i poliziotti rispetto ai criminali.

«Delle volte – continua Rossi – abbiamo la percezione che di notte siano più loro che noi. Il numero dei poliziotti a Reggio non si è adattato al cambiamento della città e della criminalità, servirebbero più agenti. A noi come alla stradale, per non parlare poi della Polfer. Spesso la Mediopadana è totalmente sguarnita, la coperta è troppo corta. A livello centrale lo Stato dovrebbe alzare la categoria della nostra questura e fornire più personale ma sappiamo che fra il cittadino e i criminali ci siamo solo noi. E noi non abbiamo paura».