«Io e mio padre diffamati dalla lettera»

Gattatico, il segretario dem si sfoga in aula: «Mai vantaggi dalla politica». Sarti (La Fontana): «Fu una replica al Pd»

GATTATICO. E’ un processo dai toni aspri – e con la “guerra” politica come sottofondo ancora tutto da esplorare – quello che da ieri, alla terza udienza, è entrato nel vivo in tribunale a Reggio relativamente.

Ci riferiamo all’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti dell’ingegner Giampaolo Sarti, direttore responsabile del giornalino dell’associazione culturale “La Fontana” che nel numero dell’agosto 2014 pubblicò una lettera non firmata.

Ma il contenuto di quella lettera anonima è stato ritenuto diffamatorio da Ermanno Morini – imprenditore nel campo del riciclo dei rifiuti e segretario in loco del Partito democratico – che si è costituito parte civile (tramite l’avvocato Daniele Dallara) e ieri è stato sentito in aula: «E’ una lettera lesiva non solo nei miei riguardi, ma anche di mio padre – scandisce l’esponente del Pd – perché nella nostra attività lavorativa non abbiamo mai tratto vantaggio dall’impegno politico. Per il Comune di Gattatico ho solo riparato un tagliaerba. Mio padre poi da più di trent’anni non è in politica e si occupa di ciclismo. All’uscita di quella lettera in tanti mi hanno chiesto cos’avevo fatto, ma non ho fatto un bel niente, lavoro dalla mattina alla sera!». Morini aggiunge d’aver proposto a Sarti un incontro pubblico in cui discutere di quella lettera con chi l’aveva scritta: «Ma mi fu risposto che per ragioni di riservatezza il nome non sarebbe stato fatto».

Il sindaco Gianni Maiola (del Pd) nella sua deposizione ha poi rimarcato come in paese si fosse creato un clima pesante dopo la pubblicazione dello scritto anonimo: «L’azienda dei Morini non ha mai partecipato a nessuna gara d’appalto indetta dal Comune di Gattatico – precisa il sindaco – e diversi cittadini mi hanno fatto presente i problemi creati da quella lettera. Un danno non indifferente, per giorni non si è parlato d’altro». Rimostranze in paese confermate anche dal maresciallo Pierangelo Casalino, allora comandante della stazione dei carabinieri di Gattatico.

Se ne riparlerà in tribunale il 3 luglio, comunque al termine dell’udienza l’imputato, tramite l’avvocato difensore Stefania Martino, ha voluto replicare alle accuse: «Quella lettera era la risposta ad un articolo a firma di Gianfranco Morini (padre di Ermanno, ndr) uscito in precedenza sul periodico del Pd di Gattatico. Inoltre l’associazione culturale aveva ricevuto la lettera che era firmata ma riportava anche la richiesta di non divulgare l’identità di chi l’aveva scritta. Una persona identificata con certezza, poi la questione era stata posta al consiglio direttivo dell’associazione “La Fontana” che ne aveva deliberato la pubblicazione». Di più il difensore non vuole aggiungere. Insomma, altre “scintille” sono in arriva in aula.(t.s.)

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