Reggio Emilia, “manager del sesso” scoperto dai carabinieri

di Giancarlo Oliani

Un gestore di un bordello di 35 anni nei guai per favoreggiamento della prostituzione. L’uomo, residente a Reggio, aveva aperto a Poggio Rusco una casa a luci rosse

REGGIO EMILIA. Vive a Reggio, ma i suoi “affari” a luci rosse l’hanno portato nel Mantovano per impiantare un vero e proprio bordello a Poggio Rusco.

Decine e decine di persone, molte delle quali sono state identificate e interrogate dai carabinieri, hanno frequentato la casa hard di via Matteotti a Poggio Rusco. Tra queste anche un attempato pensionato che ha confessato di aver speso i suoi soldi inutilmente.

Quando gli uomini dell’Arma hanno fatto irruzione nella casa non solo hanno sorpreso in flagrante il titolare dell’attività con le sue lucciole, ma hanno trovato anche il listino prezzi, con prestazioni da un minimo di trenta a un massimo di cento euro.

A finire nei guai per favoreggiamento della prostituzione, truffa, sostituzione di persona e falsità materiale un cinese di 35 anni, residente a Reggio. Tra i clienti più assidui, professionisti, impiegati, agricoltori ma anche giovani disoccupati. Con tutta probabilità saranno sentiti come testimoni quando il manager del sesso a pagamento finirà a processo.

L’operazione è scattata giovedì pomeriggio, dopo circa un mese di controlli e appostamenti da parte dei carabinieri, che avevano trovato molto sospetto quel continuo via vai nella casa di via Matteotti, a due passi dalla chiesa, dove ogni due o tre giorni le ragazze, tra i venti e i venticinque anni, si alternavano. Il contatto avveniva attraverso un numero di telefono pubblicato su un sito di incontri e affiancato da un breve ma inequivocabile messaggio: «Sono la regina del sesso, chiamami».

Tutto ha inizio poco più di un mese fa quando il cittadino cinese prende contatto con la proprietaria dell’immobile che si trova in via Matteotti e che abita a San Benedetto Po. L’uomo esibisce un documento che però non è il suo e con quello stipula il contratto di locazione.

Ma in paese ci sono molti occhi e orecchie. Sono in tanti a notare che, in quella casa, a tutte le ore del giorno e della notte, entrano ed escono decine di persone. Uno strano andirivieni e i carabinieri predispongono dei servizi mirati. In circa un mese di appostamenti vedono chi entra e chi esce da quella casa. I più vengono fermati e identificati.

Impauriti per le possibili conseguenze del loro coinvolgimento vuotano subito il sacco, confessando per filo e per segno cosa andavano a fare in quella casa.

Avuta la certezza di quell’attività illecita, i militari fanno irruzione all’interno della casa dove trovano centinaia di preservativi e le tariffe relative alle diverse prestazioni sessuali.

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