Spaccio via whatsapp, nei guai 27 ragazzi 

In manette il commesso ritenuto fulcro dell’attività che ha già portato ad altri 6 arresti. Sette denunce, 14 giovani segnalati

SAN POLO. Gli “ordini” viaggiavano via Whatsapp – la moderna applicazione di messaggistica per smartphone – con un linguaggio chiaro. E, grazie alla protezione con la crittografia end-to-end, avrebbe dovuto garantire di non finire nei guai. Ma nonostante gli accorgimenti tecnologici da parte di quella che i carabinieri hanno ribattezzato la “rete dello spaccio 2.0”, gli uomini dell’Arma della stazione di San Polo, dopo mesi di indagini mirate, sono riusciti a chiudere il cerchio. E a identificare la filiera dello spaccio. È un commesso 32enne di un negozio del centro di Reggio Emilia l’uomo ritenuto il “grossista”. Ora, per lui, sono scattate le manette su ordine del gip.
Ma il lavoro degli investigatori ha scoperto un anno di “scambi”. Un accertamento che ha portato a numeri piuttosto importanti: sei gli arresti complessivi, di cui 4 in flagranza di reato e due su provvedimento di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Reggio Emilia; sette le denunce in stato di libertà; 14 le persone segnalate alle autorità in quanto assuntori (tra loro ci sono alcuni studenti minorenni). Inoltre, sono stati sequestrati etti di droga, tra marijuana, hascisc e cocaina.
Il lavoro dei carabinieri ha permesso di documentare centinaia e centinaia di episodi di spaccio, che hanno portato a immettere sul mercato reggiano quasi tre chili di droga. Lo stesso giudice ora, concordando con le risultanze investigative dei carabinieri di San Polo, nell’ordinanza a carico del commesso finito in manette definisce l’attività di spaccio del 32enne «un’attività imprenditoriale, naturalmente proiettata verso il futuro».
Tutto era iniziato con l’arresto, in flagranza, lo scorso anno, di uno spacciatore magrebino, avvenuto nel territorio sampolese. I militari non si sono accontentati di quel primo risultato. I minuziosi accertamenti avevano portato al successivo arresto in flagranza di altre tre persone, ancora per il reato di detenzione di sostanza stupefacente al fine di spaccio. Tre persone che, secondo l’Arma, sono da ritenere collegate al primo uomo finito in manette. Le perquisizioni avevano consentito di recuperare, complessivamente, circa 300 grammi tra cocaina, marijuana e hashish, di denunciare in stato di libertà sette persone e di segnalare alla Prefettura di Reggio Emilia, quali assuntori di sostanze stupefacenti, 14 ragazzi. A metà di dicembre 2016 il cittadino marocchino era stato nuovamente arrestato su ordinanza di custodia cautelare in quanto, scarcerato dopo l’arresto in flagranza e sottoposto all’obbligo di dimora, imperterrito aveva continuato la propria attività di spaccio all’interno della propria abitazione di San Polo, dove accoglieva i clienti. Ora la fine delle indagini con l’arresto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari, del commesso 32enne. Il grossista, secondo i carabinieri di San Polo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.