Condannato il rapinatore dei giubbotti all’Arsenal 

Scandiano, dopo il colpo venne fatto arrestare da una donna e due ragazzi Al ventenne un anno e sei mesi con rito abbreviato. La pena è stata sospesa

SCANDIANO. Il giudice Luca Ramponi ha condannato ad un anno e sei mesi di reclusione Abdelhadi Douahi, il giovane marocchino di 20 anni residente a Scandiano, arrestato per una rapina impropria commessa lo scorso mese nel negozio di abbigliamento Arsenal Uomo di via Garibaldi.
Il giovane, giudicato con il rito abbreviato, è stato difeso dall'avvocato Mario Di Frenna. «Ho avuto come un raptus – ha detto il giovane al giudice – quei due giubbotti mi piacevano e così ho deciso di prenderli». Al termine del rito abbreviato, il giudice Luca Ramponi ha deciso poi per la sospensione della pena.
In occasione del violento episodio, Barbara Bellei, la commerciante moglie di Stefano Campani, titolare del negozio rapinato, è stata portata al pronto soccorso per un trauma alla mano sinistra perché il ladro, spingendola, l'aveva fatta sbattere sul montante della porta. Il furto si è così trasformato in rapina impropria.
«È entrato nel negozio e si è messo a girare tra gli scaffali – aveva detto la commerciante poco dopo il fatto – era dentro da più di 15 minuti e mi sono insospettita. Temevo volesse rubare piccoli oggetti, invece all'improvviso ha preso due giubbotti ed è corso verso l'uscita». La donna aveva deciso comunque di affrontarlo: «Ha fatto uno scatto, io ho tentato di fermarlo e sono riuscita ad aggrapparmi ad un giubbino, che poi il ladro ha abbandonato a terra all'esterno dal negozio. Però mi ha spinto con forza e mi fatto sbattere il braccio sulla porta d'ingresso». La fuga del ladro fuori del negozio d’abbigliamento era stata notata da una signora che organizza nozze e da due ragazzi.
«Mia figlia era appena scesa dall'auto – aveva detto la donna ricostruendo la vicenda –. Ho visto il ladro che usciva dall'Arsenal e correva in direzione del parco della Resistenza. Non ci ho pensato due volte: ho acceso la macchina e l'ho seguito. Ho fatto alcuni giri a causa dei sensi unici, ma l'ho ritrovato in zona stazione mentre entrava nel bar Il Birillo. È rimasto lì pochissimo e, quando è uscito, ha preso una bicicletta e, con tutta tranquillità, è andato verso il parco Bisamar, dove si è seduto su una panchina». La donna non era stata l'unica a cercare il ladro: «Ho notato 2 ragazzi che sembravano cercare qualcosa. Erano sulle tracce del ladro. Sono saliti in macchina e, insieme, abbiamo controllato che non scappasse di nuovo e abbiamo chiamato i carabinieri».
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