il processo 

Fumogeni non pericolosi, assolti tre ultras della Reggiana

REGGIO EMILIA. Bengala e fumogeni accesi da tre ultras – legati al tifo organizzato delle “Teste Quadre” – durante due partite dei granata (Reggiana-Cremonese e Reggiana Albinoleffe) in Lega Pro...

REGGIO EMILIA. Bengala e fumogeni accesi da tre ultras – legati al tifo organizzato delle “Teste Quadre” – durante due partite dei granata (Reggiana-Cremonese e Reggiana Albinoleffe) in Lega Pro nella stagione 2013-14: tutto ciò ha portato all’applicazione di altrettanti Daspo e al processo per i tre tifosi accusati di lancio di materiale pericoloso. La normativa antiviolenza negli stadi del 1989 recita che “chiunque lancia o utilizza, in modo da creare un concreto pericolo per le persone, razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile, ovvero bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti, o, comunque, atti ad offendere, è punito con la reclusione da uno a quattro anni”.
I tre ultras sono stati individuati dalla polizia attraverso dei fotogrammi estrapolati dai filmati delle telecamere presenti allo stadio di Reggio, mentre dagli inquirenti non sono stati girati video sui fatti. Il pm che ha svolto le indagini – il sostituto procuratore Maria Rita Pantani – ha chiesto la condanna per tutti gli imputati, mentre l’avvocato difensore Annalisa Bassi ha replicato nella sua arringa, dicendo che non vi è stata pericolosità in quanto avvenuto, visto che bengala e fumogeni erano stati accesi e lasciati a terra nella curva sud. E di quest’ultimo parere è stato anche il giudice Luca Ramponi che ha assolto i tre tifosi “per non aver commesso il fatto”. Soddisfatto il difensore: «Le assoluzioni vi sono state in altri tribunali per episodi simili, interpretando correttamente la norma. In quelle due gare non si era creata nessuna situazione di pericolo». Dopo l’assoluzione la difesa ha presentato l’istanza di revoca dei Daspo (quello di 2 anni era già scaduto, in corso quello di 3 anni e l’altro di 5 anni con l’obbligo di firma per un anno) che il questore ha accolto.(t.s.)