Aggredisce due agenti della polizia penitenziaria e li manda in ospedale

Reggio Emilia, ennesima colluttazione nel carcere della Pulce, tra un detenuto e due poliziotti. Il Sappe decreta lo stato di agitazione: «La situazione è ormai sfuggita di mano»

REGGIO EMILIA. Non voleva far rientro in cella, opponendo prima una resistenza passiva e poi passando all’aggressione dei due agenti, condotti in ospedale: uno di loro ha riportato ferite giudicate guaribili in 18 giorni e dovrà portare un tutore al braccio. L’altro collega, invece, ha avuto una prognosi di 5 giorni.

L’ennesima giornata di alta tensione all’interno del carcere della Pulce, andata in scena venerdì mattina al termine di una settimana in cui erano già stati otto i poliziotti aggrediti. È quanto denunciato dal Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, accendendo i riflettori sulle condizioni del carcere di via Settembrini, dove anche ieri mattina è scoppiata l’ennesima colluttazione, questa volta tra un detenuto di origine magrebina e due agenti.

«La situazione nel carcere di Reggio Emilia sembra ormai essere sfuggita di mano – affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto e Francesco Campobasso, segretario nazionale – a causa della mancanza di autorevolezza dei vertici della struttura, mancando un terminale nella linea di comando che sia capace di far rispettare quanto previsto da leggi, regolamenti e disposizioni varie. Siamo sempre in attesa che i vertici del Dipartimento assumano iniziative concrete, volte a porre fine a una progressiva deriva della gestione del carcere della Pulce».

Il segretario provinciale Sappe, Michele Malorni, ha promosso lo stato di agitazione, annunciando l’intenzione di mettere in campo forme di proteste a tutela dell’incolumità del reparto di Polizia Penitenziaria. «Ci sono molti, troppi problemi gestionali – spiega Malorni – il personale è stanco e non viene tutelato nella maniera più assoluta. Per questo lanciamo il nostro grido d’allarme, sperando si possa tornare ad una giusta definizione dei ruoli che porti all’assegnazione definitiva di un comandante e di un vicecomandante: serve un funzionario stabile, non distaccato come ora, che abbia capacità professionali per gestire una situazione sfuggita di mano».

Sulla carta, secondo quanto riferiscono dal Sappe, sono circa duecento gli agenti in servizio alla Pulce, con una carenza di organico stimata in circa 60 unità, alle quali si aggiungono le ripetute assenze dovute alle continue aggressioni che vedono vittime proprio i poliziotti. Circa 300, invece, le persone ospitate all’interno delle diverse sezioni del penitenziario. «Non abbiamo assolutamente risorse disponibili, né umane né tecnologiche», aggiunge il segretario provinciale Sappe.

Una carenza che potrebbe mettere a rischio anche il servizio di trasferimento imputati del processo Aemilia, in occasione delle udienze: «Ormai siamo davanti ad una lenta agonia – conclude Malorni – denunciamo questa situazione da ormai due anni. È arrivato il momento che l’amministrazione penitenziaria si attivi per risolvere questi problemi».