Piazza Prampolini, i lavori svelano lo storico selciato  

Reggio Emilia: la rimozione del porfido del dopoguerra riporta alla luce quello del Quattrocento. Giovannini: «Perché invece di un semplice  lifting non salviamo l’originale?»

REGGIO EMILIA. Due mesi di lavori e 100mila euro di costo. Il crono programma per sistemare piazza Prampolini è fissato, così come sono fissi gli occhi dei reggiani che scrutano incuriositi da un paio di giorni il cantiere allestito nella principale piazza del centro storico di Reggio Emilia. La rimozione del porfido posato nel dopoguerra sta riportando però alla luce la pavimentazione originale del Quattrocento.

Una affermazione scritta ieri sulla pagina facebook di Progetto Reggio dall’ex consigliere comunale Giacomo Giovanni, che ha corredato il post con tanto di foto. «Perché non salvarla?» scrive Giovannini, «le foto d'epoca e la planimetria dell’architetto Domenico Marchelli del 1793 (ora all’Archivio di Stato) ci restituiscono la piazza in tutta la sua eleganza così come ideata dal Casotti. Perché invece di un semplice lifting non si è programmato il restauro della piazza secondo il disegno originale? Perché dieci anni fa sono stati spesi soldi pubblici per un concorso europeo che non ha avuto alcun seguito?».

Un suggerimento anche con un retrogusto politico, che non ferma al momento il grande cantiere. I lavori di riqualificazione del plateatico – la parte centrale, in porfido, leggermente rialzata – della piazza prevede il recupero del pavimento in cubetti con gli stessi materiali, esattamente come avvenuto per l’anello in granito l’anno scorso. L’intervento, del valore complessivo di centomila euro, è stato finanziato con l’ultima variazione di bilancio 2016 e costituisce la seconda parte della riqualificazione avviata dal Comune nella piazza principale della città, dopo la sistemazione degli antichi percorsi carrabili perimetrali, con l’eliminazione di barriere (e.l.t.)
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