Tragedia in autostrada, Cavriago in apprensione per Simone e Filippo  

di Jacopo Della Porta

I tre sopravvissuti dell’incidente in A1 sono ricoverati al Maggiore di Parma.  I cinque amici erano usciti per festeggiare il compleanno di Andrea Magnani

CAVRIAGO. Cavriago è sospesa tra il grande dolore per la morte di Gianluca Manfredi e Germano Torri e la speranza per i feriti coinvolti nello spaventoso incidente avvenuto tra mercoledì e giovedì in A1, mentre la compagnia rincasava dopo una cena.

Simone Magnani, 46 anni, e Filippo Copparosa, 47, sono ricoverati in prognosi riservata al Maggiore di Parma. Andrea Magnani, 51 anni, fratello di Simone, si trova invece al maxillo-facciale, e la sua prognosi è di un mese.
«Mio nipote Simone è stato sottoposto alla Tac dopo una delicata operazione e ci sono piccoli segnali positivi che fanno sperare». Miriam, zia dei Magnani, ieri si trovava nella casa della sorella Raffaella Ruozzi, madre dei due falegnami. Anna e Laura, rispettivamente mogli di Andrea e Simone, erano invece a Parma per stare al fianco dei loro mariti.

«Andrea sta meglio e verrà tirato su dal letto oggi - dice la zia -. È stato sottoposto a un intervento alla mascella. Sta bene ma è sconvolto per quello che è accaduto, perché lui si è reso conto di tutto. Dopo l’incidente ha dato lui l’allarme perché era l’unico cosciente. Non smette di piangere».

Mercoledì la compagnia di amici si era recata a Piacenza a cena per festeggiare il compleanno di Andrea. Al momento dello schianto erano di ritorno e si trovavano vicino al casello di Campegine.

I fratelli vivono in una bella casa di via Pozzo Piolo a Cavriago, non lontano dall’abitazione di Manfredi, l’autista della Opel Zafira deceduto nell’impatto insieme a Torri che era seduto al suo fianco. «Mia sorella è molto addolorata per Manfredi - dice la signora Miriam -. Soltanto pochi giorni fa era venuto qua per potare una pianta. Era una persona scrupolosa, perbene, alla quale erano tutti molto legati».

Le condizioni dei feriti preoccupano il paese e sono seguite con attenzione. «Simone ha mosso un dito e l’ultima Tac ha dato un riscontro positivo», dice l’amico Mauro Fiorini, che frequenta da anni la stessa compagnia dei fratelli Magnani. Le condizioni del falegname restano critiche e questi non sono che piccoli segnali di speranza, che pure sono importanti in queste circostanze drammatiche.

Fiorini conosceva molto bene anche il conducente della Opel. «Chi non conosceva il “Manfro”? Io ho giocato a pallavolo, come sua moglie, Morena Colli, e anche lui aveva seguito un po’ questo ambiente per seguire lei, anche se era più legato al calcio, che ha praticato».

Intanto proseguono le indagini per fare piena luce sulla dinamica dell’incidente accaduto in Autosole. Lo schianto è avvenuto nel tratto parmigiano dell’A1, vicino a Campegine, al confine con Reggio, pertanto se ne sta occupando la procura d’oltre Enza. Il pm Giuseppe Amara ieri non ha liberato le salme, riservandosi la possibilità di disporre l’autopsia. La decisione dovrebbe essere presa lunedì.

Gli accertamenti della procura riguardano di fatto due distinti incidenti, che pure sono collegati tra loro. Il primo è quello che ha coinvolto una Audi A8, condotta da un sampolese di 51 anni, e un camion guidato da un rumeno di 52, e non ha avuto conseguenze di rilievo.

Il secondo è invece il sinistro mortale che si è verificato quando è arrivata la Opel Zafira con i cinque amici a bordo che è finita contro questi mezzi che erano fermi sulla carreggiata.
L’impatto è stato molto forte e non ha lasciato scampo all’autista e al passeggero che era al suo fianco.