Canti e palloncini verdi per l’ultimo saluto a Beatrice  

di Francesca Manini

Reggio Emilia, folla in duomo ai funerali della 12enne: “Ci hai insegnato che la vita è bella”

REGGIO EMILIA. Un lungo silenzio carico di affetto e commozione che ha poi lasciato il posto ai canti del coro della sua scuola, alle preghiere cariche di speranza e ai palloncini verdi liberati in cielo. Così è stata accolta ieri Beatrice Maurone in Duomo per l’ultimo saluto.

«Beatrice ci insegna che la vita è bella e che va vissuta senza perdere nemmeno un attimo, non siamo tristi perché dal mondo della sofferenza è passata al mondo del Padre testimone di quell’amore che nemmeno la morte riesce a spezzare», ha detto don Paolo Cugini durante l’omelia rivolgendosi ai tanti parenti e amici della dodicenne di San Bartolomeo vinta da un male incurabile martedì scorso all’ospedale Santa Margherita di Torino, dopo oltre un anno di lotta fiduciosa.

Reggio Emilia: l'addio a Beatrice, stroncata a 12 anni da una malattia

Ad attenderla sul sagrato i cartelloni della comunità di San Bartolomeo con la sua foto sorridente e l’augurio «Ora cavalca le nuvole e le stelle», così come gli amici del Cere vegliati dal dolce sguardo di Mala Dam, il cavallo di Beatrice. Gli alunni della scuola salesiana Maria Ausiliatrice di Bibbiano, frequentata da Beatrice sia alle elementari che alle medie, l’hanno invece aspettata in Cattedrale animando i canti, le preghiere e l’offertorio con i disegni rivolti anche al fratello Riccardo, più piccolo di lei di due anni e suo inseparabile compagno di avventure. Ad abbracciare mamma Carmen Velardi e il papà Stefano ai piedi dell’altare il vescovo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla Massimo Camisasca che non ha voluto far mancare loro il suo sostegno.

«Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo?» ha interrogato la Lettera di San Paolo apostolo ai Romani seguita dal Vangelo di Matteo: «Ti benedico Padre perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli». «Noi affaticati e oppressi, che talvolta facciamo fatica a comprendere la Sua volontà, affidiamoci alla Parola che dona speranza – ha aggiunto don Cugini nell’omelia sottolineando che –. Gesù aveva tanti amici che l’hanno visto sulla Croce ma è vero anche che le donne dopo tre giorni hanno trovato il sepolcro vuoto e l’hanno annunciato fino a noi». Con lui a celebrare don Giancarlo Minotta, don Daniele Casini e don Giordano Goccini. I sorrisi legati agli innumerevoli momenti di vita piena passati insieme a Beatrice si sono rincorsi nei pensieri di tutti insieme al ricordo della forza e del coraggio con cui ha affrontato la malattia senza mai lasciarsi andare allo sconforto, un insegnamento luminoso e contagioso per chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerla.

«Se tu scappassi tra un milione di stelle di sicuro saprei riconoscerti tutte le volte che il cielo le accende», sono le parole prese in prestito dalla canzone “Stella cadente” dei Modà suonata con la chitarra acustica da un amico di famiglia, Francesco Predieri, al termine della funzione. Poi via, tutti fuori a liberare in cielo i palloncini verdi con un lungo applauso, ad abbracciarsi e ad accompagnare Beatrice verso il camposanto di San Bartolomeo dove ora riposa.