Sesso in golena, «stop a chi arriva per scopi illegittimi»  

di Mauro Pinotti

Incontri a luci rosse, a Guastalla tutti sanno ma nessuno vuole commentare. Il sindaco Verona sugli atti vandalici: «Non è stata una bravata  ma un atto deliberato»

GUASTALLA. I guastallesi sanno cosa avviene nella golena del Po, nell’area di via Baita. È un fenomeno che sembra essere tollerato purché resti al di fuori della città, lontano da occhi indiscreti. Ai cittadini non piace commentare il via vai che tutti i giorni ed in modo più massiccio, nel fine settimana, si nota in via Baita e sotto il ponte, tra il bugno Margherita, la Grande Crostolina, i sentieri della Crostolina e dell’Alzaia, vogliono starsene fuori da discorsi imbarazzanti e che riguardano incontri di sesso.

Tutti sanno cosa succede ma nessuno vuole parlare. Non è questione di bigottismo: è che non vogliono crearsi problemi. E allora, a rompere il ghiaccio, ci pensa il sindaco Camilla Verona: «Che l’atto vandalico perpetrato da ignoti nella golena del Po con la distruzione dei cartelli turistici, sia stato studiato e voluto è un dato di fatto. Escludo nel modo più assoluto che sia stata una bravata. Chi ha rotto, piegato o staccato i cartelli è sicuramente un frequentatore che conosce molto bene la zona. Io sarei più prudente nell'indicare chi possono essere i presunti vandali. La golena non è utilizzata solo per incontri di sesso ma anche da tossicodipendenti».

«Golena luogo di ritrovo a luci rosse» 

Il 9 e 10 agosto del 2008, la golena di Guastalla fu invasa da oltre 500 giovani provenienti da 65 province che parteciparono ad un rave party che trasformò gli argini in un’isola, ovviamente non autorizzata, dello sballo, con conseguente devastazione ambientale e scia di sangue, quest’ultima dovuta ad un incidente mortale: l’auto che ospitava cinque giovani torinesi provenienti dal rave party travolse e uccise un giovane di 28 anni in sella ad uno scooter. Le indagini portano alla denuncia di circa 300 giovani.

«Ricordo quell’episodio – dice l’ex sindaco Giorgio Benagia –. Fui eletto sindaco l’anno successivo. Si parlò molto di quel rave party e dei danni agli alberi in via Baita. Sulla vicenda di questi giorni relativa ai vandalismi – ha continuato Benaglia – so solo che questo via vai in golena dura da diversi anni. Tra l’altro i frequentatori conoscono bene il luogo perché è segnalato perfino sui siti Internet. Su chi possa aver distrutto i cartelli non ho un'idea precisa. Se il dottor Emilio Maestri, in qualità di presidente della cooperativa Eden, ha dei sospetti e ha sporto denuncia, dovrebbe essere compito delle forze dell’ordine indagare per individuare gli autori degli atti vandalici».

Una soluzione, per proteggere il patrimonio golenale, potrebbe essere data dall’installazione di telecamere di videosorveglianza o quantomeno, basterebbe che, in caso di controlli da parte delle forze di polizia, alle persone che si trovano nella golena, venissero chiesti i documenti di identificazione.

«Sicuramente, come provvedimento – ha precisato il sindaco Verona – cercheremo di chiudere le golene, il più possibile, alle persone non autorizzate, che non frequentano i siti naturalistici per motivi culturali o sportivi». 
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