Accattoni violenti, la Lega invoca il Daspo urbano 

di Ambra Prati

Correggio: Rovesti del Carroccio sull’episodio del carabiniere aggredito «Il sindaco provveda all’allontanamento». Malavasi: «No alla pulizia etnica»

CORREGGIO. «Il problema dell’accattonaggio molesto è annosa vicenda, che occupa le cronache locali correggesi da ormai parecchi anni. La Lega esprime preoccupazione per la deriva violenta assunta dagli accattoni. Tra l’altro, l’amministrazione avrebbe ora a disposizione anche lo strumento del Daspo urbano, l’allontanamento di chi commette reati di particolare allarme sociale dai pubblici esercizi e dalle aree urbane». E’ quanto chiede Riccardo Rovesti, segretario della Lega Nord di Correggio.
«Il Daspo? Scelta da valutare, ma di certo non abbiamo nessuna intenzione di fare pulizia etnica, se è questo che intende Rovesti», è la secca replica del sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi.
L’esponente leghista interviene sull’episodio di pochi giorni fa, quando un carabiniere è stato ferito nel parcheggio della Coop, in piazzale Finzi, da un nigeriano 22enne, disoccupato e, secondo Rovesti, «richiedente asilo». L’aggressione è nata dal fatto che il militare ha chiesto i documenti e provato a identificare lo straniero con un cappuccio in testa. «Al carabiniere ferito (10 giorni di prognosi, ndr) va tutta la solidarietà della Lega Nord – prosegue Rovesti –. I molestatori sono ormai presenti ovunque: dall’ingresso dei centri commerciali alle vie del centro storico, dal parcheggio dell’ospedale al Centro unico prenotazioni di via Carletti. Gli accattoni di professione agiscono indisturbati da anni come fossero i padroni della città. E rendono impossibile la vita a chi va a fare la spesa, a chi passeggia in centro o, peggio ancora, a chi si reca in ospedale o a prenotare un esame medico».
Sull’argomento la Lega afferma di «averle provate davvero tutte: dai banchetti informativi all’incontro in Comune con gli esercenti, dal presidio anti-accattonaggio alla raccolta firme, per poter risolvere il problema attraverso la modifica del regolamento di polizia municipale e l’introduzione del reato di accattonaggio molesto – dice Rovesti –. Gli accattoni sono sempre gli stessi, facilmente riconoscibili e perseguibili. Manca la volontà di farlo».
Nel rispondere, il primo cittadino Malavasi premette dei distinguo: «Il Daspo urbano è un’opportunità che viene data ai sindaci all’interno di un perimetro più ampio: non è fatto solo per i casi che interessano alla Lega. Ai sindaci compete individuare delle aree da tenere sotto controllo, in modo che su queste si possano concentrare degli sforzi legati al controllo del territorio: ad esempio l’allontanamento legato ai vandalismi, alla vendita illecita di merce contraffatta, ai monumenti deturpati e al bivacco. Il Daspo è un provvedimento a maglie larghe finalizzato a costruire un patto tra enti locali e Stato. Non per allontanare qualsiasi persona molesta».
A Correggio si sono verificati episodi di questa tipologia?
«Sotto il mio mandato si sono verificati casi di ragazzini che hanno rovinato alcuni spazi – risponde il sindaco –. Abbiamo chiesto e ottenuto dalle famiglie il risarcimento dei danni. Così come si è verificata la presenza di giovani di colore che nei giorni di mercato chiedevano l’elemosina sotto i portici. Abbiamo chiesto alla Municipale di essere più presente e, quando sono stati trovati degli irregolari, sono stati portati a Reggio in questura».
Sul Daspo, quindi, Malavasi è possibilista, ma si ferma ad un “ni”. «Devo parlarne con la maggioranza, ma penso che l’opposizione non abbia capito qual è il senso. Dalla descrizione leghista, sembra che Correggio sia piena di accattoni e richiedenti asilo. Non è così. Correggio ci tiene ad essere una comunità accogliente».
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