Tra Bini e la Regione “scoppia” la pace 

di Giuseppe Boi

Venturi rimanda la «decisione al ministero». Il sindaco chiede ancora «chiarezza», ma ringrazia per le «rassicurazioni»

CASTELNOVO MONTI. Sul futuro del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna «dovrà essere interpellato il ministero della Salute» e la sua «decisione sarà vincolante». Sergio Venturi si allinea alla posizione espressa dal sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Andrea Rossi. L’assessore alla salute della regione Emilia Romagna conferma come tutto sia vincolato al rispetto degli standard di sicurezza: «Se la risposta è sì, il problema non si pone e non si porrà». Tuttavia non risponde alle domande di Enrico Bini. Ma il sindaco di Castelnuovo e presidente dell’Unione dei comuni dell’Appennino lancia segnali di tregua: «Le rassicurazioni sugli spazi ancora presenti per dialogare e lavorare insieme alla possibile salvaguardia del punto nascite di Castelnovo Monti rispondono a quanto avevamo chiesto». Anche se ribadisce la richiesta che «tutti i passaggi si affrontino con grande chiarezza». Un’operazione chiarezza invocata proprio da Bini ma di cui, al momento, non c’è traccia.
Il sindaco di Castelnuovo chiedeva alla Regione di «rendere pubblica la composizione e il calendario di lavoro della commissione»; di «chiarire il peso della relazione stilata dal precedente gruppo di esperti» o se «il lavoro dovesse ripartire da zero»; di indicare «i parametri non rispondenti agli standard» e individuare «gli spazi di intervento»; oltre a chiedere se ci siano «difficoltà economiche finora sono sempre negate».
Una serie di domande a cui né Rossi, con la lettera inviata mercoledì, né Venturi, con l’intervento di ieri su Facebook, hanno dato risposta.
L’assessore regionale di fatto ha ribadito un punto su cui tutti gli attori in campo concordano: «Il nostro assillo è esclusivamente rappresentato dalla sicurezza che viene prima di tutto». E ha aggiunto quanto già detto in precedenza: «Questa Regione investe sugli ospedali di montagna, per i quali metteremo in campo risorse complessive per quasi 9 milioni di euro (tre per Castelnovo, ndr) per migliorare i pronto soccorso, l’accessibilità e le sale operatorie» e che «entro maggio partirà il servizio di elisoccorso 24 ore su 24 sette giorni su sette».
Venturi ha poi sottolineato la forza della sanità pubblica in Emilia Romagna: «Chi è venuto prima di noi ci ha consegnato un servizio sanitario di qualità che si confronta con i migliori, in Europa e nel mondo. Lavoriamo con tutto il nostro impegno per migliorarlo, e consegnarlo in eredità ai nostri figli». E dunque ha affrontato il tema del punto nascite: «La Commissione nascita della Regione ha lavorato e continuerà a farlo fino a rispondere a tutte le domande. A quel punto potrà e dovrà essere interpellato il ministero della salute, anche sui punti nascita di montagna. Sarà l’ultimo appello e la sua decisione sarà vincolante. Con serenità tutti dovremo accettarla, a cominciare da me. Se ci saranno possibilità, e le stiamo già esplorando, le utilizzeremo».
Insomma, Venturi non dà risposte precise ma si limita a delle rassicurazioni come quelle già date dal sottosegretario Rossi. E il sindaco Bini, rispondendo alla lettera inviata da quest’ultimo, ringrazia per l’impegno e, di fatto, firma quella che sembra una tregua: «Ringrazio per le rassicurazioni sugli spazi di dialogo e lavoro per la salvaguardia del punto nascite – scrive–. Sappiamo bene che l’Emilia-Romagna parte ha un sistema sanitario di eccellenza di cui l’Appennino non ha solo usufruito ma ha anche contribuito a costruirlo e consolidarlo. Da parte nostra l’impegno non verrà certo meno proprio nella direzione di salvaguardare l’attenzione alle sue caratteristiche di prossimità, ai territori disagiati geograficamente e alle persone non solo come numeri o pazienti».
Insomma, il sindaco Bini resta senza risposte ma lancia segnali di pace alla Regione.
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