Stalking, il pm chiede 3 anni per Vecchi 

di Tiziano Soresina

Reggio Emilia: per l’accusa «è violento e vendicativo», l’ex vuole 10mila euro di danni. La difesa: «Va assolto, solo liti reciproche»

REGGIO EMILIA. Ormai la tensione è a mille fra due ex fidanzati 35enni e ieri mattina, al termine dell’ennesima udienza, è stato necessario l’intervento dei carabinieri per sedare il battibecco fra lui (Silvano Vecchi) che è l’imputato e lei (costituitasi parte civile) che l’accusa di stalking e lesioni.

Una lite decisamente annunciata, visto che il giudice Alessandra Cardarelli era già stata costretta a bloccare le intemperanze in aula dei due ex conviventi, per non parlare di un amico dell’imputato che è sbottato durante la requisitoria del pm Stefania Pigozzi e su cui hanno poi “vigilato” le forze dell’ordine. Il pubblico ministero ha usato parole dure nei confronti dell’imputato: «È violento, vendicativo, alterna fasi in cui tenta di riconciliarsi con la fidanzata per poi dopo pochi giorni avere atteggiamenti violenti. Ha messo l’ex in uno stato di prostrazione psicologica, di grande ansia. Il 15 maggio 2016 è andato con un amico a casa di lei per attenderla e picchiarla, umiliarla. La foto osé della donna in intimità con un altro ragazzo? Se ne è impossessato, ad insaputa di lei».

Al termine il pm Pigozzi ha chiesto una condanna a 3 anni di reclusione. Le ha fatto eco l’avvocato di parte civile Vania Ferrari, chiedendo un risarcimento-danni di 10mila euro con “appendice” poi in sede civile: «La mia assistita è terrorizzata da quell’uomo che le ha fatto del male davanti alla figlia. Ha pure perso il lavoro per causa sua. Non si capisce come lui sia entrato in possesso di quella foto intima, non l’ha certo inviata lei».

Lunga e articolata la replica – in arringa – dell’avvocato difensore Vainer Burani che al termine ha chiesto l’assoluzione per il 35enne: «Manca completamente l’elemento costitutivo dello stalking, non vi è serialità, continuità nel tempo. Solo telefonate e liti ma reciproche. L’unico episodio è quello del 15 maggio, quando Vecchi andò dall’ex per prendere i suoi vestiti, ma non è provato che l’abbia picchiata. Stiamo parlando di una prognosi di tre giorni che la donna a nostro parere si è procurata urtando il portone d’ingresso». Al termine Vecchi ha voluto fare alcune precisazioni difensive che si era appuntato su un foglio. Poi il battibecco. La sentenza sarà emessa fra una settimana.