Rimane in carcere l’ex marito violento 

di Ambra Prati

Interrogatorio di garanzia: l’uomo sostiene di essersi difeso e nega lo stalking nei confronti della donna. L’arma è sparita

CAVRIAGO. Rimane in carcere il 35enne di Cavriago arrestato con l’accusa di aver accoltellato l’ex suocero. Deve rispondere dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate.
L’episodio clou di questo matrimonio andato in pezzi risale a domenica 26 marzo, quando la donna 35enne, che si trovava in auto con il padre (che era alla guida) e il figlio, ha visto l’ex marito appostato sotto casa. L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe bloccato la vettura, aperto la portiera e, quando il suocero 57enne è sceso, lo avrebbe colpito con una coltellata, che poi ha reso necessari dieci punti di sutura. Sempre secondo l’accusa, l’aggressione non ha avuto conseguenze più gravi perché la donna è intervenuta con uno spray al peperoncino. Fin qui la versione della donna, che nei confronti del padre di suo figlio ha presentato nel tempo diverse denunce per vandalismi sull’auto, stalking, minacce di morte e aggressioni. Secondo la donna, che si è dichiarata terrorizzata, il rapporto sarebbe degenerato da quando lei ha ottenuto l’assegnazione dell’appartamento familiare.
In seguito all’ultimo grave episodio, il gip Giovanni Ghini, valutati i gravi indizi a carico del 35enne, ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita la scorsa settimana. Ieri in carcere si è svolto l’interrogatorio di garanzia, durato circa mezz’ora, alla presenza del giudice e degli avvocati difensori Lalla Gherpelli e Giacomo Fornaciari. Il 35enne ha fornito una versione diametralmente opposta dell’accoltellamento, dichiarando di essersi difeso da un “agguato” del suocero, arrivato apposta dalla Campania su richiesta della moglie. Secondo la sua versione, sarebbe stato il 57enne suocero a impugnare un coltello a serramanico (arma mai rinvenuta, né sul posto, né durante la perquisizione domiciliare) e durante la colluttazione i due sarebbero finiti per terra. Da lì il ferimento accidentale.
Per quanto riguarda gli episodi precedenti, l’imputato ha negato su tutti i fronti, dichiarando di non aver mai pedinato né perseguitato l’ex moglie. Il 35enne ha fatto presente che la loro è stata una separazione consensuale (datata 2016, risulta agli atti); che l’abitazione di coppia restasse a lei era concordato. Semmai il motivo che avrebbe scatenato reazioni aggressive da parte sua, al telefono con la donna, sarebbe stato sapere che nel fine settimana la madre porta il bimbo a casa del nuovo compagno. Il detenuto ha dichiarato di essere esasperato perché, a causa delle diverse denunce nei suoi confronti e del conseguente divieto di avvicinamento all’ex, non riesce a vedere il figlio, cui è legatissimo. Questa la versione del 35enne, che rimane detenuto perché i difensori non hanno avanzato alcuna richiesta, perciò il giudice Ghini (che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare) non è stato chiamato a pronunciarsi. «Abbiamo ritenuto controproducente fare richieste in questo momento. Valuteremo se appellarci al Riesame – hanno detto i legali Gherpelli e Fornaciari –. Il nostro assistito, che lavorava con contratto a tempo determinato, ora resterà senza lavoro».
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