Guastalla, tentato rapimento in oratorio: «L’ha caricata di peso, poi è scoppiato il caos»  

di Jacopo Della Porta

I concitati momenti di mercoledì raccontati dagli educatori e dai giovani. «Era alterato, in auto aveva bottiglie di birra, ma l’oratorio è presidiato»

GUASTALLA. «Sono stati momenti di grande concitazione perché quando i ragazzi si sono accorti che stava accadendo qualcosa si sono tutti fiondati da quella parte». Federico Carnevali, educatore che da ottobre ha preso il posto dell’indimenticato Fabio Pasini, racconta quanto accaduto mercoledì pomeriggio nell’oratorio guastallese.

Ieri negli spazi di via Pegolotti c’era il solito affollamento. Nei locali della parrocchia, dove ci sono anche un bar e una palestra, si svolgono infatti numerosi progetti rivolti ai giovani, tra cui il doposcuola.

«La Punto di quella persona (Tiziano Zerbini, ndr), che non avevo mai visto prima qui, si è fermata davanti al cancello in mezzo alla strada, bloccando poi anche il traffico – prosegue l’educatore –. L’uomo è sceso dalla vettura, visibilmente alterato, come ci siamo poi resi conto. Dalle nostre telecamere abbiamo poi visto che è stato dentro pochissimo tempo, non più di cinque minuti e non si è avvicinato a nessuno. Nel fare ritorno verso l’uscita, sotto il portico, si è avvicinato a una bambina di terza elementare. Sembra, da quello che mi è stato riferito, perché io ero in ufficio in quel momento, che l’abbia presa per una mano, tirandola. Lei ha fatto resistenza e allora quest’uomo, molto alto, avrebbe provato a tirarla su di peso. Allora lei ha chiamato la cugina più grande che era lì vicino e sono intervenuti altri ragazzi».

Molesta delle bambine nell’oratorio Don Bosco di Guastalla


Un altro testimone, che chiede di non essere identificato, aggiunge un particolare: «Ci è stato detto che avrebbe offerto dei soldi in cambio di prestazioni». Un ragazzo di 17 anni, arrivato poco dopo, racconta quello che ha visto. «C’era una bimba per terra, con intorno altre persone. E poi c’era davanti al cancello l’uomo, con intorno ragazzi e adulti».

La difficoltà per gli educatori, che sono subito intervenuti, è stata quella di riportare tutti alla calma. «I ragazzi inveivano nei confronti di questa persona – racconta uno dei presenti –. Cercavamo di farli stare calmi perché era chiaro che l’uomo, che per altro conosco, era in stato confusionale».
Intanto si era formata una colonna d’auto che suonavano i clacson. Un adulto allora ha spostato l’auto dI Zerbini, all’interno della quale c’erano varie bottiglie di birra, che fanno capire in che stato si trovasse.

Due carabinieri sono arrivati nel volgere di poco tempo. Un militare è subito entrato per parlare con i ragazzi e raccogliere le prime informazioni sull’accaduto, l’altro invece ha preso in consegna il 54enne che era stato trattenuto senza difficoltà.



Carnevali, come tutte le persone che si spendono per l’oratorio cittadino, ci tiene a sottolineare che si tratta di un luogo ben presidiato, all’interno del quale non sarebbe potuto accadere nulla. «C’ero io, il parroco don Alberto Nicelli, un volontario, altri tre educatori impegnati nel doposcuola, due ragazzi del servizio civile, le persone del bar. Insomma una folta presenza di adulti».
Nella palestra stavano anche facendo corsi di boxe e un istruttore è uscito a chiedere se c’era bisogno ma gli è stato detto che la situazione era sotto controllo.
«Ci teniamo a dire che è un ambiente vigilato da diverse persone, un luogo dove si svolgono tanti progetti a favore dei più giovani – prosegue Carnevali –. Mi dispiacerebbe se tutto questo fosse messo in secondo piano da un episodio del genere».
Il Don Bosco non è un porto di mare, dove si possa accedere senza essere notati: è circondato da mura e di fianco all’unico ingresso ci sono gli uffici. Inoltre la struttura è anche dotata di telecamere e le immagini vengono registrate e proiettate su un monitor degli uffici.

I carabinieri hanno visionato le immagini, che però non hanno fornito elementi utili perché la bambina è stata avvicinata in una zona non coperta.
Inevitabilmente l’episodio accaduto mercoledì, che molti hanno appreso dall’edizione della Gazzetta di ieri, ha destato un certo allarme.

Comprensibilmente l’alunna delle elementari coinvolta in questa vicenda ieri non è tornata negli spazi di via Pegolotti. Avrà bisogno di un po’ di tempo per dimenticare questa brutta avventura.
Il grave episodio ha provocato una marea di commenti anche sui social network. La madre di un bambino presente in quel momento ha espresso tutto il suo sconcerto su Facebook: «Mio figlio era lì ieri e mi ha raccontato come hanno spinto e allontanato la bimba da lui. Poi sono intervenuti altri. Pensa cosa poteva capitare a quella creatura...».

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