Tragedia sulla statale, muore una 25enne incinta all'ottavo mese

di Martina Riccò

Federica Ravì avrebbe partorito tra un mese, morto anche il piccolo. Alla guida il fidanzato Luigi Lerose, è gravissimo

CADELBOSCO SOPRA. Non vedeva l’ora di tenere in braccio il suo bambino, di scoprirne le espressioni e il profumo. E invece ieri sera è morta con lui in grembo in un tragico incidente stradale. I suoi sogni si sono infranti alle 19.30 sul tratto della statale 63 che da Santa Vittoria di Gualtieri porta a Cadelbosco Sotto. Al suo fianco il fidanzato Luigi Lerose, 23 anni, che ora è ricoverato in gravissime condizioni in rianimazione all’ospedale Maggiore di Parma.

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Federica Ravì Monica aveva 25 anni e tra poco meno di un mese sarebbe diventata mamma di «un maschietto», come amava ripetere a tutti disseminando il suo profilo Facebook di cuoricini, post sulla gravidanza e foto del suo bellissimo pancione.

«Non importa se non eri stato “pianificato” perché adesso sei l’Unica cosa che desideriamo», aveva scritto appena qualche giorno fa postando una foto di Luigi che le baciava la pancia «a forma di cocomera». «Sii una donna forte, così che tua figlia abbia un modello da seguire e tuo figlio, quando un giorno sarà uomo, saprà cosa cercare in una donna», aveva aggiunto poco dopo sul social network.

Le cause dell’incidente sono ancora incerte. Secondo i primi rilievi della polizia stradale di Guastalla – giunta sul posto insieme ai vigili del fuoco, all’autogrù e all’ambulanza da Castelnovo Sotto – Lerose, che era alla guida della sua adorata Fiat Punto Abarth, avrebbe perso il controllo e sarebbe andato a sbattere contro uno degli alberi che costeggiano la strada. Poi è finito contro un altro, e poi contro un altro ancora. A quel punto il cofano dell’auto, ormai irriconoscibile, ha preso fuoco.

Quando i soccorritori sono arrivati sul luogo dell’incidente, per Federica non c’era più niente da fare. E così per il suo bambino. I medici e i sanitari hanno provato a rianimarla, invano. Lerose, invece, è stato caricato sull’elisoccorso e portato in Rianimazione a Parma, dove si trova tuttora in gravissime condizioni.

Difficile capire cosa possa essere successo su quel maledetto tratto di strada. L’ipotesi iniziale di un sorpasso azzardato è stata scartata quasi subito. Non si sa se Luigi avesse la cintura di sicurezza allacciata, ma è molto probabile che Federica non l’avesse. Come è probabile che sia morta sul colpo, sbattendo la testa contro il parabrezza dell’auto.

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Intorno a loro, nella campagna buia, lamiere contorte e pezzi di motore volati via nel terribile impatto.
Forse Federica e Luigi stavano andando fuori a cena, belli, innamorati e pieni di speranze per il futuro. E forse stavano parlando di quel bambino che, negli ultimi mesi, era diventato il centro della loro vita. Magari Federica, un po’ preoccupata per il suo aspetto, stava chiedendo a Luigi se avrebbe mai più avuto i suoi addominali.
«Guarda avanti, senza voltarti. Sempre – aveva scritto ieri mattina, quasi profetica, sempre sul suo profilo Facebook –. Sei nato per essere felice, non distrarti».

Ma ieri sera, al posto di quei «piccoli piaceri» che teneramente amavano regalarsi come un hamburger e una coca cola da condividere, o le serate in compagnia degli amici – futuri zii e zie del “maschietto” che avrebbero dato alla luce tra poco meno di un mese – Federica e Luigi hanno trovato un destino crudele che ha sbarrato loro la strada. Lei ha chiuso gli occhi per sempre, il suo bambino non li aprirà mai.
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