Reggio Emilia, muore bruciata nel sonno  

di Leonardo Grilli

Giovanna Truzzi ha perso la vita all’interno della sua roulotte, distrutta da un incendio

REGGIO EMILIA  Erano appena andati a letto dopo una lunga festa pasquale. Quando, all’improvviso, delle urla strazianti hanno squarciato il silenzio notturno: «Aiuto, aiuto, sta andando a fuoco la roulotte della Nena». Nel giro di cinque minuti tutto il campo nomadi di Roncocesi era in strada, secchi in mano. Anziani, bambini, donne incinte, un centinaio di persone tutte impegnate nel tentativo di salvare l’anziana, incuranti del fumo denso che anneriva loro il volto e le mani. Ma ormai era troppo tardi. Giovanna Truzzi, 72 anni il prossimo 24 ottobre, era già morta carbonizzata all’interno della sua roulotte.

Reggio Emilia, anziana muore carbonizzata: fiori sui resti della roulotte

Una tragedia che ha sconvolto tutta la città. A memoria di molti è la prima volta a Reggio Emilia che una nomade perde la vita nella propria roulotte a causa delle fiamme. Nena poi, questo il soprannome della donna, era molto conosciuta nella comunità sinti e in centro storico, dove si recava tutti i giorni per chiedere l’elemosina. Una morte atroce causata, secondo quanto è emerso dalle prime indagini, da una fatale disattenzione. La 71enne, infatti, si sarebbe addormentata con una sigaretta accesa e, a causa dei festeggiamenti, sarebbe caduta in un sonno profondo. Così profondo da non farla svegliare quando il mozzicone ha incendiato la tappezzeria della roulotte, fino a quando ormai è stato troppo tardi.

«Era una fumatrice incallita – raccontano i sinti del campo – chiedeva sigarette a tutti e se aveva due pacchetti li apriva contemporaneamente». Un vizio che, purtroppo, le è stato fatale.

Il rogo si è sviluppato attorno all’1.30 della notte fra domenica e ieri. Fino a un paio d’ore prima via Ancini era stata animata da allegri festeggiamenti. Musica, vino, cibo e balli vivaci per celebrare la Pasqua. Poi tutti a letto. Con loro anche Nena si è coricata in quella piccola e vecchia roulotte in cui dormiva sola da diversi anni. Il marito, Guido De Marco, abita in un camper poco distante mentre il figlio non vive a Roncocesi.
Prima di addormentarsi, però, si è accesa l’immancabile sigaretta senza avere il tempo di finirla del tutto. Il sonno infatti l’ha colta all’improvviso facendole cadere il mozzicone di mano. Da lì è stata questione di attimi. La cenere bollente ha appiccato un piccolo incendio sulla tappezzeria che, presto, si è diffuso a tutti gli arredi e alle lamiere della vettura. Una trappola mortale di fuoco e fumo che non ha lasciato scampo alla 71enne. Gli altri nomadi si sono accorti del rogo solo quando ormai era troppo tardi. La roulotte era ridotta a uno scheletro e le fiamme, altissime, avevano bruciato anche i cavi dell’alta tensione sovrastanti l’abitazione. L’allarme si è diffuso nel giro di pochissimi istanti a tutto il campo e, subito, si è formata una catena umana per cercare di spegnere l’incendio.

«C’era fumo dappertutto – raccontavano ieri alcune donne che hanno partecipato al tentativo di salvataggio – e le fiamme erano ovunque. Abbiamo tentato di domare il rogo con tutto ciò che avevamo, dalle bottiglie ai secchi d’acqua. Ma non ce l’abbiamo fatta». Per spegnere l’incendio infatti è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco ma ormai di Nena non restava altro che un corpo irriconoscibile. La roulotte, totalmente mangiata dal calore e dal fuoco, era ridotta a un pavimento con quattro ruote. La scocca non esisteva più.
Sul posto sono poi intervenute le volanti della questura e il nucleo di polizia giudiziaria, per raccogliere le testimonianze e cercare di capire le origini della tragedia.

Il decesso è stato constatato dai medici giunti insieme al 118, mentre il centinaio di sinti residenti nel campo di Roncocesi osservava sbigottito cosa restava della roulotte dove per decenni aveva vissuto la loro Nena.
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