Castellarano, le renne di Babbo Natale uccise da un branco di lupi 

Sbranati gli animali simbolo degli eventi natalizi nella collina reggiana. Il proprietario: ''Finisce tutto qui, ho 81 anni e non ho più la forza di continuare''

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CASTELLARANO. Povere renne di Babbo Natale. Le due renne di Montebabbio di Castellarano, finite al centro di una surreale polemica lo scorso Natale, sono state sbranate martedì notte, probabilmente da un branco di lupi ormai presenti anche nella collina reggiana. Mercoledì mattina l’allevatore Luciano Ferrari ha raggiunto il recinto coperto dove custodiva le sue renne e si è trovato di fronte i corpi dilaniati dei due animali.

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«Non avevo mai visto nulla di simile, le hanno fatte a pezzi, sbranate in cinque o sei parti, e io non ho potuto fare altro che chiamare il veterinario. Giovedì mattina poi sono arrivati gli addetti specializzati e hanno portato via i resti –, racconta sconsolato Ferrari –. Non c’è troppo da stupirsi forse, nelle scorse settimane dei lupi hanno mangiato anche diverse pecore da un allevamento qui nella zona, ma sono comunque dispiaciuto. Per diciannove anni ho avuto delle renne e non era successo nulla».

Purtroppo questo è un addio definitivo: «Ho 81 anni e mezzo, a questo punto dico per sempre basta alle renne e all’allevamento, mi spiace ma finisce tutto qui. Quando ho iniziato avevo dieci renne e una settantina di struzzi qui a Montebabbio, poi ero rimasto con queste due renne, così da permettere agli amici di organizzare le manifestazioni di Babbo Natale, ma adesso è finita».

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Per anni Montebabbio è stata una delle principali mete natalizie della collina reggiana e modenese grazie agli allestimenti organizzati dal Babbo Natale Palmiro Beneventi, che accoglieva i bambini per pomeriggi di giochi in cui una delle attrazioni principali erano proprio le renne messe a disposizione da Luciano Ferrari.

Tutto regolare sino al dicembre 2016, quando il parlamentare 5 Stelle Paolo Bernini ha attaccato pubblicamente le manifestazioni, in particolare quella prevista per il giorno di Santo Stefano. Bernini da un lato sosteneva come le renne fossero animali potenzialmente pericolosi per l’uomo e dall’altro che la festa non rispettasse i diritti degli animali e fosse pure diseducativa. Il tutto condito da segnalazioni a questore, prefetto e al servizio veterinario dell’Asl.

Una vicenda surreale. Con l’uccisione delle ultime due renne il problema non si ripeterà. E la soluzione è stata decisamente tutta naturale, sancita e concretizzata da uno dei predatori per eccellenza. (adr.ar.)
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