Licenziamenti scongiurati, la Bosch assume i precari

Vezzano, accordo tra i sindacati e l’azienda, rientra il piano dei 130 esuberi Cgil, Cisl e Uil: «Importante miglioramento delle condizioni salariali e lavorative»

VEZZANO. Riduzione del lavoro precario e più tutele, oltre ad una serie di miglioramenti sul piano contrattuale e del salario. Sono gli elementi di fondo dell’accordo raggiunto venerdì scorso, dopo due anni di trattativa, sul rinnovo del contratto aziendale alla Bosch Rexroth Oil Control.

L’intesa a cui sono giunti Fiom-Fim-Uilm di Modena e Reggio Emilia, riguarda i 1.300 dipendenti dei tre stabilimenti di Nonantola, Pavullo e Vezzano. Si chiude così un'aspra vertenza, dopo la presentazione da parte dell’azienda di un nuovo piano industriale che aveva previsto inizialmente 130 esuberi.

Tra i punti più significativi dell’ipotesi c’è il superamento dello staff leasing con l’assunzione in maggio di tutti gli oltre 40 lavoratori attualmente impiegati con questa tipologia contrattuale. Fondamentale anche la definizione di un percorso di stabilizzazione per chi viene impiegato in modo continuativo o per periodi discontinui di prestazione: questi dipendenti acquisiscono il diritto ad entrare nel percorso di stabilizzazione della durata di 36 mesi (comprensivi dei primi 18 mesi), scaduti i quali è previsto l’obbligo di assunzione. Queste misure trasformeranno circa 75 lavoratori precari in assunzioni a tempo indeterminato in Bosch.

Riguardo ai diritti dei lavoratori c’è l'impegno, nei casi di licenziamenti individuali per giustificato motivo, ad avviare un percorso tra le parti per tentare di evitare il licenziamento stesso. Inoltre, per quanto riguarda il Jobs Act, viene individuato un percorso interno di confronto tra le parti sui licenziamenti individuali di tipo disciplinare. Analoghi percorsi di confronto anche per demansionamento e controllo a distanza. Viene inoltre mantenuto il pagamento al 100% dei primi tre giorni di malattia.

Sull’orario di lavoro, sono stati inseriti 20 e 22 turni fino al sabato, un gettone di presenza al sabato di 50 euro, e l’aumento della maggiorazione notturna dal 25% al 30%. è stato anche esteso il diritto alla mensa a tutti i lavoratori del gruppo con copertura al 70% da parte dell'azienda. Infine, per quanto riguarda il premio di risultato è stato fissato il massimale annuo a 2.100 euro uguale per tutti i lavoratori. «la trattativa è stata molto complicata, è durata due anni ed ha visto anche di recente momenti di forte tensione, toccando l'apice quando due mesi fa Bosch ha annunciato 138 potenziali esuberi», dichiarano Simone Selmi e Sergio Guaitolini, delle Fiom-Cgil di Modena e Reggio Emilia, Alberto Zanetti (Uilm Modena e Reggio) e Paolo Roncarati (Fim-Cisl Emilia Centrale).

«Grazie alla mobilitazione e alla perseveranza dei lavoratori- continuano i sindacalisti- è stato possibile conquistare un accordo che garantisce all'azienda un maggior utilizzo degli impianti e allo stesso tempo una notevole riduzione dell'orario di lavoro e il miglioramento delle condizioni salariali e normative, nonché un percorso di stabilizzazione che ha portato dai 138 esuberi dell’8 febbraio a 75 assunzioni nel biennio 2017-18».

Si tratta quindi «di un accordo significativo perché redistribuisce il lavoro tra più persone intervenendo sulla riduzione degli orari, redistribuisce la produttività sotto forma di aumenti salariali e garantisce occupazione stabile». Ora la parola passa ai lavoratori a cui sarà illustrata l'ipotesi di accordo nelle assemblee del 26, 27 e 28 aprile e che nei giorni successivi saranno chiamati al voto per approvare l'accordo.
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