Reggio Emilia,  i residenti di via Dalmazia: ''Siamo senz’acqua da tre mesi'''

di Gabriele Farina

Nella palazzina al civico 7 l’emergenza è quotidiana. I condomini: «Non sappiamo più cosa fare». Partono le diffide

REGGIO EMILIA. «Siamo senz’acqua da tre mesi: aiutateci». Nella palazzina di via Dalmazia 7 la pazienza è al limite. Sono partite due diffide, firmate dall’avvocato modenese Paolo Andreoli, che hanno sortito un primo effetto. L’utenza per un po’ è stata ripristinata, poi tutto come prima. C’è chi è pronto a ricorrere alle vie legali, non escludendo azioni penali, pur di vedere riconosciuto un loro diritto.

Intere famiglie hanno dovuto impegnarsi a trovare più di un rimedio per far fronte a una situazione che sarebbe di emergenza, se non fosse che per loro è la quotidianità.
«Per ora viviamo così – racconta Frank, un condomino – e per prendere l’acqua dobbiamo andare all’acquedotto.

La situazione va avanti ormai da tre mesi. Vado al bar per fare la pipì. Ho anche figli piccoli e non so cosa devo fare. Vivo qui da sette anni ed è la prima volta che succede».
L’uomo vive in affitto con la famiglia, come gli altri condomini della palazzina che aprono le porte. Al mattino lo hanno dovuto fare per accogliere gli agenti della Polizia Municipale, intervenuta dopo l’ennesima segnalazione.
Il giorno prima era atteso nel pomeriggio un tecnico dal Comune, ma non è arrivato nessuno, come confermano i residenti.

Cos’è successo? Perché il servizio non è erogato? «Il padrone non ci consegna le bollette», spiega Frank. «Non arrivano più le bollette tradizionali – riprende Sofia Garrasi, madre di un’affittuaria – a noi, ad esempio, ma solo a noi, giungono notifiche per le scadenze via sms sul cellulare, mentre agli altri niente». «Una volta abbiamo trovato le bollette nel pattume – assicura Tonino Drago – ed erano tutte sporche e umide».

C’è chi esibisce fior di ricevute per mostrare quanto sta costando loro l’assenza d’acqua, pagando più di quanto dovrebbero. Sofia, per esempio, spende 1.800 euro al mese per avere 135 litri al giorno, trasportati in tre volte.
Nelle varie ricevute i mesi s’alternano. «Tutto è iniziato tra gennaio e febbraio – riprende la donna – quando mi è arrivata una bolletta dell’elettricità di 170 euro. Sono in affitto e mi sembrava un po’ troppo. Scendendo le scale ho trovato il padrone di casa, con cui ho un bel rapporto, che mi sembrava agitato. Ci siamo ritrovati poi senza la luce delle scale e, dopo due giorni, hanno tolto anche l’acqua».

Quello, ha assicurato, è stato uno degli ultimi incontri con il locatore, originario di Cutro (Crotone), amministratore unico di una società a cui sarebbero intestate le utenze.
Inevitabile chiedere spiegazioni ad Iren. «Non hanno mai risposto alle mie richieste – riprende la donna – e non hanno nemmeno messo un cartello dicendo che avrebbero staccato l’acqua».

In tanti, tra condomini e amici, si sono rivolti all’amministrazione comunale e al sindaco Luca Vecchi attraverso le pagine dei social network. «Abbiamo anche minacciato di coinvolgere il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord – riprende la donna – ma all’inizio non ci hanno risposto. Poi, il sindaco ha promesso che nel giro di due giorni il problema sarà risolto. A questo punto ci aspettiamo che intervenga».