Propaganda o scherzo? Inchiesta sui manifesti 

Il procuratore Grandinetti ha già aperto un fascicolo per imbrattamento La Digos valuta filmati e testimonianze, si sospetta la matrice terroristica 

REGGIO EMILIA. Una goliardata, la libera e provocatoria interpretazione di un writer, oppure l’inquietante propaganda a favore del terrorismo islamico?
Al momento nessuno si sbilancia – gli accertamenti in corso sono in mano alla Digos – intanto, però, il procuratore Giorgio Grandinetti apre un fascicolo per imbrattamento sui tre manifesti pubblicitari imbrattati in via Turri e che invocano l’Isis. Un’apertura d’inchiesta per dare un’accelerata alle verifiche in corso: filmati e testimonianze potrebbero aiutare ad individuare l’autore (o gli autori) di quelle “incursioni” sui cartelloni di una nota azienda d’intimo. Il fatto che tutto ciò sia avvenuto in via Turri, nel “cuore” multiculturale della città, qualche brivido lo provoca e nel caso venga provato un legame con la jihad allora le indagini passerebbero – per competenza – alla Dda di Bologna che si occupa non solo di mafia ma anche di terrorismo.
Nella strada che costeggia la stazione sono stati alterati due manifesti pubblicitari raffiguranti Irina Shayk. L’ex compagna di Cristiano Ronaldo, campione del Real Madrid, è infatti testimonial di una nota marca di biancheria intima. E nella versione “modificata” della pubblicità si lascia spazio alla fantasia. Nel pannello più a sinistra, la russa è ricoperta da un velo rosso, mentre il reggiseno è trasformato in un “hijab”, copricapo tipico dell’Islam.
“Easy’s”, invece, è la scritta che compare a destra della modella, sopra il logo dell’azienda, il cui nome è barrato con il colore rosso usato per il velo. Blu è la tonalità usata per il “chador” della seconda immagine, per la linea sul logo dell’azienda e la scritta misteriosa. Pronunciando la parola Easy’s con tono anglosassone, si ottiene un effetto simile a Isis, ovvero lo Stato islamico.
La scritta è una costante, così come il logo dell’azienda barrato con lo stesso colore utilizzato per dipingere i veli. Come hanno fatto? Nei tre cartelloni pubblicitari si notano segni di pittura simili a “schizzi”. Probabile che l’autore (o gli autori) abbia lasciato cadere le pennellate mentre era all’opera. Possibile che abbia utilizzato un bastone con cui attaccare il pennello o lo strumento utilizzato per “vestire” la modella. Esiste anche l’eventualità dell’impiego di una scala come supporto. Una “creatività” che al momento non esclude la matrice del terrorismo islamico.(t.s.)