Fabbrico, omicidio risolto: "Pakistano ucciso perché rifiutava il matrimonio combinato"

I carabinieri hanno arrestato l'autore del brutale assassinio commesso nel febbraio 2014

Risolto il caso dell'omicidio di Fabbrico: arrestato un pakistano

FABBRICO Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia sul brutale omicidio di un giovane pachistano, il cui corpo fu rinvenuto denudato sgozzato, denudato e in avanzato stato di decomposizione a Fabbrico la mattina del 14 maggio 2014, hanno portato all’arresto dell’amico del cuore della vittima. Mustafa Ghulam, 45enne, residente nel bolognese, è stato arrestato all'alba di oggi a Fabbrico con l'accusa di omicidio doloso aggravato in concorso (con altri da identificare) e soppressione e occultamento di cadavere.

Alla base dell’omicidio, commesso tre mesi prima la notte del 14 febbraio, è stata accertata la volontà della vittima, il 22enne Waqas Ahmed, che già aveva rifiutato un matrimonio combinato dai genitori, di voler fuggire con una connazionale all'epoca dei fatti minorenne, violando così le “regole” della comunità pakistana, dimostratasi alquanto reticente.

Nella storia d'amore con la giovane ha avuto un ruolo fondamentale Ghulam, parente della ragazza: all'inizio avrebbe agevolato i contatti tra i due innamorati, ma poi l'uomo, xcon tendenze omosessuali e a sua volta attratto dal 22enne, quando ha capito che quest'ultimo lo avrebbe abbandonato mosso da gelosia gli avrebbe teso un agguato proprio la notte programmata per la fuga d'amore.

Ritrovato un cadavere a Fabbrico, non si esclude l'omicidio

Un assassinio che Ghulam non può aver attuato da solo e che è avvenuto. con un'0arma bianca mai trovata, in altro luogo rispetto a quello del ritrovamento. Ad incastrare Ghulam il cellulare della vittima, che l'omicida ha conservato, nonostante avesse cancellato i file: tra quelli recuperati, una foto che ritrae Ghulam proprio nel campo del sotterramento.

Le indagini del Nucleo Investigativo dei carabinieri, complesse e durate ben tre anni, hanno consentito al pm Giacomo Forte di ottenere l'ordinanza di custodia cautelare, risolvendo così il caso.