Reggio Emilia, centinaia gli abusi accertati: il pedofilo seriale va a processo

Era stato arrestato nel dicembre 2016 dai carabinieri.  Le indagini documentarono un numero grandissimo di abusi commessi in oltre 10 anni. Prima udienza fissata il 22 giugno

REGGIO EMILIA  E’ stato rinviato a giudizio il cittadino brasiliano 40enne arrestato nel dicembre dell’anno scorso per una serie innumerevole di reiterati e gravissimi episodi di adolescenza violata portati alla luce dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia.

In dieci anni il quarantenne era riuscito a crearsi una sorta di alter ego femminile, pubblicizzandolo tra gli adolescenti come quello di una propria cugina particolarmente disinibita. Vestito da donna e truccato, dalla finestra della propria abitazione vicino al centro di Reggio Emilia, gettava banconote ai minori in uscita dalla scuola (alcuni di soli 13 anni), convincendoli a salire in casa e a consumare rapporti sessuali con quella che le giovani vittime pensavano essere a tutti gli effetti una ragazza particolarmente disinvolta.

«Vittime, denunciate il pedofilo»

Tutto era pianificato nei minimi dettagli e l'esperienza criminale del soggetto gli ha permesso, nel corso degli anni, di affinare le proprie abilità fino a crearsi una identità perfetta, in grado di circuire le giovani menti degli studenti.

La fortissima evidenza dei fatti raccolti ha visto la Procura di Bologna, guidata dal Procuratore Capo Giuseppe Amato, richiedere il giudizio immediato. Dal canto suo l’indagato consapevole del materiale raccolto dai carabinieri a suo carico ha chiesto il giudizio abbreviato, che gli consentirà in caso di condanna di beneficiare di uno sconto pari a un terzo della pena,.

La prima udienza è stata fissata il 22 giugno prossimo a Bologna Una storia di depravazione, quella in cui si imbatterono i carabinieri, che per numeri e modalità non ha eguali in Italia. Teatro degli abusi la Città del Tricolore, dove il 40enne brasiliano, che peraltro aveva richiesto di ottenere lo status di rifugiato politico poiché a suo dire discriminato sessualmente nel paese di origine, ha fissato la propria dimora e soddisfatto, per circa10 anni, i suoi deviati appetiti sessuali.

Le giovani vittime venivano poi convinte, sempre in cambio di soldi, a reclutare nuovi amici, per quella che pensavano essere una donna. E’ così che, con le varie identità di volta in volta assunte dall’inesistente cugina con i tacchi a spillo, il 40enne straniero ha fatto cadere nella propria rete decine e decine di minorenni che, in alcuni casi, “marinavano” addirittura la scuola per ricevere le prestazioni sessuali della “ragazza” all’interno dell’abitazione di quest’ultima ove visionavano anche film pornografici di ogni tipo.

Un vastissimo giro di minori adescati tanto che, come accertato dai carabinieri, a volte si radunavano in fila sotto l’abitazione dell’orco in attesa del proprio turno che, spesso, veniva modificato dai gusti del pedofilo che osservava dalla finestra i giovani in attesa.

Centinaia e centinaia sarebbero i rapporti sessuali intrattenuti dall’indagato nel corso degli anni con intere compagnie di minorenni, sostituiti da altri piu' giovani man mano che i segni dello sviluppo si rendevano evidenti. Come se non bastasse, l'uomo filmava di nascosto alcuni degli incontri e in altri casi acquistava dai ragazzini foto e video pedopornografici, che si faceva spedire tramite whatsapp e facebook, in alcuni casi a sua volta ha postato in rete questo tipo di immagini.

Ovviamente anche facebook era diventato terreno di caccia, il quarantenne sudamericano utilizzava falsi profili femminili, per corrompere ulteriori minorenni sempre scelti dopo un’accurata selezione fisica. Numerosi sono i luoghi frequentati dal 40enne nella propria “versione maschile”: parchi pubblici cittadini ed aree sportive parrocchiali della provincia, in cui si inseriva nelle compagnie di ragazzini, dopo aver selezionato il minorenne di suo gradimento, pubblicizzava la disinvoltura sessuale e le disponibilità economiche dell’inesistente cugina, salvo correre poi subito a casa e, dopo averne assunto abilmente le sembianze, aprire la porta al minorenne.