L’antimafia indaga per traffico di rifiuti 

di Adriano Arati

Dalla commissione ecomafie arriva la conferma dell’indagine in corso a Bologna con l’aiuto di forestale e vigili del fuoco

CARPINETI. L’indagine su Poiatica della Direzione distrettuale antimafia di Bologna punta verso un possibile traffico illecito di rifiuti e ha visto il coinvolgimento nelle indagini sia della Forestale che dei vigili del fuoco, per le loro rispettive competenze. Che l’indagine della Procura antimafia bolognese sia incentrata su una possibile violazione dell’articolo 260 del codice dell’Ambiente, quello relativo alle «attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti», è stato confermato anche al deputato ferrarese del Pd Alessandro Bratti, presidente della commissione bicamerale sul traffico illecito dei rifiuti.
La commissione ecomafie la settimana prossima ascolterà anche Enrico Bini, sindaco di Castelnovo Monti, sempre sulla discarica. La richiesta di atti su Poiatica alla Direzione distrettuale anfimafia bolognese ha portato una risposta in cui si sottolinea la presenza di un fascicolo di indagine per l’articolo 260, il traffico illecito di rifiuti, e la partecipazione al lavoro investigativo dei carabinieri della Forestale (di recente accorpata all’Arma) e dei vigili del fuoco.
La presenza degli esperti dei pompieri fa pensare alla necessità di approfondimenti nei loro settori: a Poiatica non vi sono mai state segnalazioni su incendi, mentre non sono mancate le problematiche idrauliche, fra perdite e sversamenti. A breve arriverà l’audizione di Bini, richiesta da diversi parlamentari 5 Stelle.
«Ci siamo mossi come di consueto in questi casi – spiega Bratti – curando prima di tutto un’istruttoria informativa. Dopo ho contattato il sindaco Bini, che inviò una relazione (febbraio 2016, ndr) in cui riassumeva le varie questioni. A breve lo incontreremo e dopo faremo le valutazioni del caso». Bini ha parlato delle dimissioni presentate lo scorso anno dalla commissione legalità di Iren e ha ricordato una vecchia vicenda legata a Poiatica, la partecipazione della Ramm ad alcuni bandi per la sistemazione di rifiuti nella discarica, citando la Ramm, azienda di proprietà di persone coinvolte in diversi procedimenti per mafia in Calabria. Bini ha spiegato di aver segnalato il tutto all’allora sindaco Nilde Montemerli, «che contattò Iren segnalandogli la cosa e chiedendo di non assegnare l’appalto a quella società», scrive Bini nella relazione. E così fu: Iren non assegnò l’appalto alla Ramm. Ma il tema rimaneva, secondo la relazione di Bini di oltre un anno fa: «L’assegnazione di gare di appalto a società di cui non si sa praticamente nulla è la normalità per Iren. Il tutto con effetti estremamente negativi: basti pensare che agli inizi degli anni 2000 Iren assegnò l’ampliamento di Poiatica alla società di Ciampà». E l’addio alla commissione legalità? «Le motivazioni riguardano proprio le procedure di appalto. Iren continua a fare le gare al massimo ribasso, sia quelle relative alla manutenzione degli immobili, sia al trasporto dei rifiuti».
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