Reggio Emilia, lettera anonima contro il prete amico dei gay  

Don Paolo Cugini collega la missiva alla sua attività contro l'omofobia: «Qualcuno, forse della destra cattolica, sta cercando di infangarmi in tutti i modi». Solidarietà dall'Arcigay

REGGIO EMILIA. Una lettera anonima inviata alla Curia e agli organi di informazione di Reggio Emilia per infangare don Paolo Cugini, il parroco di Regina Pacis che solo pochi giorni fa aveva organizzato in chiesa una veglia di preghiera a favore delle vittime dell'omofobia e della transfobia.

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La notizia è stata confermata dallo stesso don Paolo Cugini, che annuncia: «Accuse false, andrò in questura a fare denuncia contro ignoti». Nella lettera, almeno nella versione che circola con una firma in calce volutamente cancellata con tratti di pennarello, si fa riferimento a presunti rapporti intimi tra il sacerdote e alcune parrocchiane e a generiche ed ipotetiche condotte immorali del sacerdote.

Una lettera priva di riscontri, il cui contenuto viene decisamente smentito dal parroco. Don Cugini collega la missiva alla sua attività contro l'omofobia: «Qualcuno, forse della destra cattolica, sta cercando di infangarmi in tutti i modi - dice il sacerdote raggiunto al telefono dall'Ansa - ho già informato via mail i miei parrocchiani di quanto accaduto. Usano la menzogna per infangare qualcuno che non la pensa come loro, è brutto che ci siano questi modi. La gente della parrocchia sa chi sono, in diversi mi hanno già manifestato solidarietà».

SOLIDARIETA' DALL'ARCIGAY  «Ho chiamato subito don Paolo. L'impressione è che in questi giorni il clima a Reggio Emilia sia gonfiato da gruppi estremisti, che fanno il loro gioco di paura e negatività. Purtroppo i social tendono a fare da grancassa a voci estreme e isolate, che poi vanno a istigare persone poco stabili». Così il presidente di Arcigay "Gioconda" Reggio Emilia, Alberto Nicolini, commenta in una nota l'episodio della lettera anonima arrivata ai giornali locali con accuse infamanti nei confronti del parroco di Regina Pacis, don Paolo Cugini.

«Con don Paolo - aggiunge Nicolini - abbiamo poi riflettuto sul clima, gli attacchi, e convenuto che a
Reggio Emilia dobbiamo lavorare di più per promuovere il benessere e combattere l'omofobia. Il peccato vero è l'istigare le menti deboli, altro che sodomia! Forza don Paolo, evidentemente stai facendo cose giuste».