Reggio Emilia, Mussini: «Superare gli Opg, ma non solo formalmente»

L'appello della senatrice del Gruppo Misto dopo un suicidio in carcere

REGGIO EMILIA. «L’evento tragico che si è verificato nel reparto psichiatrico del carcere di Reggio Emilia pone di nuovo l’accento sull’urgenza di un superamento non solo formale degli Opg e di un reale potenziamento delle articolazioni sanitarie negli istituti penitenziari, indispensabile per garantire adeguati percorsi di cura a tutti i malati ristretti a qualunque titolo».

A dirlo, dopo il suicidio del detenuto 47enne avvenuto martedì scorso al carcere della Pulce in via Settembrini, è la senatrice Maria Mussini, vicepresidente del Gruppo Misto. Le sue parole arrivano tra l'altro proprio nel giorno in cui alla Camera si vota la fiducia sulla riforma del processo penale che, al suo interno, contiene quella del sistema penitenziario.

«Una volta approvato il provvedimento sarà necessario mantenere vigile l'attenzione perché trovino effettiva applicazione nell'esercizio delle deleghe tutti i principi fissati anche grazie alla mia battaglia emendativa al Senato, dal potenziamento della cura e della salute mentale all'investimento di risorse, anche umane, non disomogenee tra Rems e carceri», insiste la senatrice reggiana.

Non senza ricordare di aver fatto richiesta «affinché la commissione Giustizia del Senato abbia la possibilità di fare un approfondimento con opportune audizioni di tutti gli interlocutori coinvolti in questo delicato passaggio. È vitale infatti – conclude la senatrice Maria Mussini – che nell'esercizio delle deleghe si tenga conto in maniera puntuale della realtà di fatto che vivono gli internati e si riesca, finalmente, liberandosi da ogni approccio ideologico, a responsabilizzare tutti gli attori in campo, dalle Regioni al Governo centrale, dal mondo della sanità a quello della giustizia penitenziaria, perché dopo la chiusura degli Opg non si apra un inferno di malati senza diritti, parcheggiati in carceri prive di sezioni di cura all’altezza».