Bagnolo, vendeva mulinelli da pesca online ma era una truffa: denunciato

Un 27enne reggiano paga per l'acquisto, rimanendo però senza merce
I carabinieri di Bagnolo denunciano così un 35enne disoccupato romano

BAGNOLO. Su una pagina Facebook di appassionati di pesca commercializzava mulinelli da pesca a prezzi scontatissimi: peccato però che dopo aver pagato il corrispettivo l’acquirente non riceveva quanto acquistato. È il caso capitato a una 27enne reggiano per il quale i carabinieri della stazione di Bagnolo in Piano hanno denunciato un disoccupato per truffa. Si tratta di un 35enne abitante in provincia di Roma, con alle spalle «esperienze» specifiche, che dopo aver intascato i soldi del cliente gli ha spedito, peraltro addebitandogli i costi di spedizione, le scatole dei mulinelli vuote.

Potrebbe trattarsi della punta di un iceberg in quanto le indagini telematiche avviate dai carabinieri di Bagnolo in Piano potrebbero presto rilevare l’esistenza di più vittime. Le indagini dei carabinieri di Bagnolo in Piano sono partite seguito della denuncia presentata da un 27enne di Bagnolo in Piano che su una pagina facebook di appassionati di pesca aveva acquistato, rispondendo a un annuncio pubblicato sulla pagina, 3 mulinelli da pesca marca Shimano.

La trattativa è andata avanti via WhatsApp e dopo aver pattuito in 322 euro il costo dell’acquisto comprensivo della spedizione, l’acquirente versava sulla postepay fornitagli dal venditore l’intero importo. Non ricevendo la merce l’acquirente contattava il venditore che dopo una serie di pretestuose scuse concordava la spedizione di quanto acquistato attraverso corriere a carico dell’acquirente.

Tuttavia una volta ricevuto il plico il 27enne reggiano si accorgeva di essere stato truffato due delle tre scatole di mulinelli erano vuote mentre una terza conteneva un mattone. Materializzato di essere rimasto vittima di una truffa il giovane reggiano si presentava ai carabinieri di Bagnolo in Piano formalizzando la denuncia per truffa.

Dopo una serie di riscontri tra l’account utilizzato su facebook, l’IP del computer utilizzato per l’annuncio trappola, la postepay ove erano stati versati i soldi e l’utenza utilizzata per intavolare la vendita, i Carabinieri catalizzavano le attenzioni investigative sull’odierno indagato nei cui confronti venivano acquisiti incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine al reato di truffa per la cui ipotesi delittuosa veniva denunciato.