Reggio Emilia, il Club della risata in Oncologia

Un'idea di Lic Donna per migliorare la vita di pazienti e famiglie

REGGIO EMILIA. «Non è così facile ridere in certe situazioni». Una frase che si sente spesso al piano -1 dello Spallanzani. Le pronunciano donne, iscritte al “Club della risata” dell’Arcispedale Santa Maria Nuova, un nuovo laboratorio permanente organizzato nell’ambito del progetto Lic Donna. Ad accoglierle c’è lei, Caterina Pettinato, ribattezzata “dottoressa Gioia”.

È lei che ha le redini di questi incontri, partiti da pochi giorni che si svolgono una volta a settimana, e le accoglie con il sorriso. Mental coach, laureata in psicologia, è vicepresidente di “The Bridge for hope”, onlus che promuove attività integrative alle cure mediche - come la terapia della risata e l’estetica oncologica - per migliorare la qualità della vita dei malati oncologici e delle loro famiglie. Spiega subito che il Club della risata «è aperto a tutte le donne, ma anche uomini, e ai loro famigliari, che hanno vissuto o stanno vivendo l’esperienza della malattia oncologica».

Reggio Emilia, alla scoperta del Club della risata

Durante gli incontri è prevista una parte introduttiva di informazione e formazione ai benefici della risata incondizionata sia da un punto di vista fisico che mentale. Seguono esercizi specifici che conducono «all’apprendimento della risata incondizionata e sul come mantenerla nella vita quotidiana». Esercizi per «gestire e trasformare le emozioni in risorse». Il tutto avviene sulla spinta di diversi studi.

«È stato riscontrato – spiega sempre la Pettinato – che la risata, sia autoindotta che spontanea, stimola la respirazione profonda e favorisce il rilascio di endorfine, betaendorfine e seratonina, che hanno un’azione destressante sia per il corpo che per la mente. Sono oppiacei naturali». Di fatto le donne che partecipano si prendono un momento tutto per sé, per entrare in dialogo con la propria anima. E aiutarla a sorridere.

Anche quando una malattia fa di tutto per toglierti il sorriso. Questo laboratorio è una delle proposte di Lic Donna, il progetto nato nel 2013 e promosso dalla direzione scientifica dell’Asmn Irccs, il cui direttore è Massimo Costantini. Lic Donna vede in campo un gruppo di lavoro formato da diversi operatori sanitari: Martino Abrate, Silvia Di Leo, Guglielmo Ferrari, Lucia Mangone, Rosalba Palermo, Elisa Rabitti, Ermanno Rondini, Giulia Rubini, Francesca Zironi, Adriana Aldini. Come spiega Giulia Rubini, psicologa e psicoterapeuta, «attraverso le proposte di Lic Donna le pazienti, ma sempre più anche i pazienti uomini, possono incontrare oltre al personale sanitario specializzato anche le associazioni del territorio e diversi professionisti che possono offrire aiuti significativi. Si va da esperti di estetica oncologica, di cucina, make up, fino al laboratorio di scultura e, appunto, della risata». (c.f.)