Acido, l’aggressore rimane in carcere: «Atto premeditato»  

di Tiziano Soresina

Tribunale, le immagini smentiscono la versione del 38enne. Per il gip pesano pure i maltrattamenti e i precedenti penali. Il video dell’aggressione 

REGGIO EMILIA. Troppo grave quanto accaduto lunedì mattina in tribunale, quando il marocchino 38enne Abdelaziz Motassim ha ferito con l’acido la moglie che vuole separarsi perché stanca delle angherie subite dal coniuge.

Una gravità del fatto che ha portato – ieri – il gip Angela Baraldi a convalidare l’arresto ed applicare la misura cautelare in carcere per il nordafricano. Si è chiusa perciò con queste decisioni l’udienza di convalida dell’arresto (tenutasi il giorno prima) in cui Motassim ha cercato di difendersi dalle pesanti accuse: lesioni aggravate e maltrattamenti. Fra le aggravanti contestate dal pm Isabella Chiesi – che coordina le indagini dei carabinieri – c’è la premeditazione, come rivelato dalle immagini della telecamera posizionata davanti al bar del tribunale che non lasciano dubbi agli inquirenti: Abdelaziz lunedì mattina è stato fulmineo nell’aggressione alla moglie 30enne, perché la bottiglietta contenente l’acido l’ha estratta da una tasca laterale dei pantaloni.

Nessuna polverina mischiata con l’acqua mentre erano entrambi seduti al bar, il nordafricano aveva già tutto pronto e con quella tasca rigonfia (contenente appunto la bottiglietta) è riuscito ad oltrepassare i controlli all’ingresso del palazzo di giustizia.

Reggio Emilia, ferisce la moglie in tribunale con l'acido: il video dell'aggressione

Il video, quindi, smentisce quanto detto dall’uomo agli inquirenti nell’immediatezza dei fatti, cioè che si era difeso perché aggredito dalla moglie che teneva la bottiglietta con l’acido nella borsetta. Oltre alla premeditazione, vi sono altre due aggravanti: il legame coniugale (tecnicamente la “coniugio”) e l’uso di una sostanza corrosiva. Su quest’ultima aggravante sono però ancora in corso gli accertamenti. Durante le prime valutazioni ospedaliere, visto che l’urgenza era capire come poter curare la donna, il flaconcino è stato prelevato dai sanitari dell’Ausl: si tratta di una sostanza con un grado di acidità “1”, molto alta, ma per un esame accurato quel che resta della bottiglietta (un dito di liquido) è stato inviato al Ris, il reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri di Parma, che lo analizzerà ma non prima della prossima settimana. L’ipotesi più accreditata è che si tratti di soda caustica: idrossido di sodio impiegato sia per usi domestici (come disgorgante o per produrre candeggina) sia in edilizia, che può diventare pericoloso solo se mescolato bene con acqua.Sul provvedimento del gip Baraldi hanno pesato anche altri elementi: quanto grava sul tunisino (clandestino, oggetto di un decreto di espulsione e con precedenti penali per spaccio) e i maltrattamenti prolungati nel tempo di cui l’accusa la moglie.

Una volta medicata in ospedale, la 30enne è stata dimessa con una prognosi di 22 giorni: per tutelarla, è ora in un luogo protetto. Ha riportato lievi lesioni cutanee, grazie anche alla protezione delle maniche lunghe e del velo che indossava. Contattato ieri dalla Gazzetta, il difensore di Motassim – cioè l’avvocato Silvia Vallisneri – non ha voluto rilasciare dichiarazioni.