Rifiuti, a Reggio Emilia si temono le multe: «Un vero incubo»

Critiche e perplessità per l’introduzione del servizio porta a porta

REGGIO EMILIA. Critiche, perplessità e multe. Che ne pensano i reggiani della differenziata porta a porta? Dopo Rivalta, Baragalla, Belvedere, Pieve, Orologio, Roncina, Regina Pacis, Carrozzone, Tondo, da fine giugno è toccato anche ai residenti di Rosta Nuova, Pappagnocca ricevere la visita di informatori Iren in funzione dell’attivazione del nuovo servizio di raccolta nei rispettivi quartieri, con il quale si punta a raggiungere nel Comune il 70% di raccolta differenziata nel 2019. Ma più il servizio si allarga e più si ricevono segnalazioni e malcontento.

A tal proposito, siamo andati a chiedere ai cittadini la loro opinione. «Stavo tornando a casa in zona San Pellegrino, quando ho notato una signora lasciare una scatola a lato del cassonetto della carta. Incuriosito, l’ha aperta e al suo interno ho trovato di tutto – racconta Pietro Montanari, pensionato – Ho immediatamente richiamato la signora: volevo spiegarle come differenziare i rifiuti, ma sono stato ignorato. A mio avviso il problema non riguarda il Comune, ma il poco senso civico dei cittadini».

Opinione condivisa anche da Mario Giovanelli, anch’egli pensionato, che aggiunge: «Io vivo alla Canalina e nel mio condominio ho già sentito in diversi lamentarsi per le multe. Nonostante ciò, continuo a vedere sacchetti di indifferenziata in giro per il quartiere». Fra gli abitanti e i lavoratori del centro, il “porta a porta” sembra generare diffidenza. Come testimoniato da Alberto Gabbi, titolare del ristorante “Cantina del Carbone”: «Sono perplesso, anche se non ho ancora capito bene come funzionerà per noi ristoratori. Sono preoccupato per l’umido, ci sono strettissime regole igieniche in una cucina e non si può pretendere di aspettare una settimana per lo smaltimento dei rifiuti prodotti da un ristorante. Mi sembra una manovra più economica che ecologica, ma ci adatteremo come abbiamo sempre fatto».

In via Farini incontriamo Tommaso Bonini, ingegnere aerospaziale: «Abito da sempre in centro e nell’ultimo periodo non ho potuto fare a meno di notare che la quantità di rifiuti nei cassonetti è aumentata». Bonini esprime inoltre tutto il suo disappunto sul sistema di multe che graviterà attorno al servizio: «Credo sia del tutto fuori luogo che le multe pendano come “spade di Damocle” sulle teste dei cittadini. Mi rifiuto di credere che questo sia l’unico modo per far rispettare la raccolta. Basti pensare all’esempio della Norvegia, che da anni garantisce sgravi fiscali proporzionali all’impegno che ogni persona mette nel differenziare i rifiuti, portandoli autonomamente nelle aree di smaltimento. Se anziché sanzionare il comportamento scorretto, il Comune premiasse l’impegno sarei più felice di dedicare parte del mio tempo alla differenziata. Personalmente penso che quando il servizio raggiungerà il 100% saremo destinati a fare la fine della Svizzera, dove da tempo lo smaltimento abusivo è all’ordine del giorno».

Martino Ferrari