Reggio Città Aperta sul porta a porta in città: «Il problema sono i rifiuti speciali sanitari»

Monica Bonvicini, rappresentante del gruppo, punzecchia l'amministrazione e chiede maggiori azioni

REGGIO EMILIA. «Amministratori di Reggio, ci siete? Noi cittadine e cittadini sì». Monica Bonvicini, rappresentante del gruppo Reggio Città Aperta, chiama in causa l’amministrazione comunale sul tema della raccolta differenziata. Bonvicini cita la frase “Siamo qua” usata spesso dagli amministratori per dire che per il gruppo, stavolta, non va così.

«La raccolta differenziata rientra a pieno titolo nell’ambito della collaborazione fra cittadini e amministrazione – sostiene la rappresentante – perché è possibile realizzarla solo grazie alla partecipazione attiva e consapevole delle persone per perseguire lo scopo di tutelare e gestire il più prezioso di tutti i beni comuni: l’ambiente. Ma per ottenere questa collaborazione occorre progettare un servizio che sia adeguato e aderente alle situazioni presenti sul territorio».

L’attenzione è posta sulla raccolta dei rifiuti speciali sanitari: pannolini per bambini, pannoloni e traverse per adulti. «Ad oggi il servizio propone agli utenti interessati al porta a porta di raccogliere due volte alla settimana (anziché una) il contenitore del rifiuto indifferenziato. – sostiene Bonvicini –. È evidente che i soli volumi di questi presidi (per non parlare del disagio per odori sgradevoli) saturano la capacità dei bidoncini in ben meno tempo che i 3 e 4 giorni che devono permanere nelle abitazioni».

«Altrove – prosegue la donna – avviene diversamente. A volte è sufficiente essere meno autoreferenziali e più disponibili al confronto con altre realtà, soprattutto quando i destinatari del disagio da evitare sono quei cittadini che vivono ogni giorno molte altre situazioni di difficoltà», conclude Bonvicini.