Reggio Emilia, il risarcimento per Sylvester slitta al 2020

La Corte d’Appello rinvia ancora la decisione sui 600mila euro per il 14enne ucciso dal bus

REGGIO EMILIA. La famiglia di Sylvester Agyemang, il giovane di 14 anni morto alla fermata dell’autobus in viale Piave a Reggio il 13 gennaio del 2014, dovrà attendere fino al 2020 per sapere se ha diritto al risarcimento stabilito in primo grado e poterlo ottenere.

Ieri infatti si è svolto a Bologna l’appello della causa civile e i giudici hanno stabilito che il procedimento sarà definito nella seduta dell’11 febbraio 2020. Tempi normali per le tre sezioni civili della Corte d’Appello, ma ovviamente di difficile comprensione per una famiglia che attende giustizia.

Ieri in aula c’era anche Emmanuel Agyemang, il padre dello studente, presente a tutte le udienze con il suo avvocato Andrea Pellegrini. In primo grado il giudice Chiara Zompì aveva deciso che alla famiglia ghanese di Sylvester sarebbero dovuti andare 820mila euro (la richiesta del legale della famiglia era stata di un milione e mezzo).

Il giudice ha attribuito un 20% della colpa alla vittima, mentre il restante 80% al conducente del mezzo e all’azienda. A versare quanto dovuto deve essere la Cattolica Assicurazioni, che ha già pagato 220mila euro (che non sono in discussione).

L’assicurazione ha però fatto appello e ha chiesto che fosse sospesa l’esecutività del risarcimento per i restanti 600mila euro. Dunque i familiari dello studente dovranno attendere che la causa venga definita anche in secondo grado, nel 2020, prima di poter ottenere l’intera somma.

Il processo penale per accertare le responsabilità sulla morte del giovane è invece in corso in tribunale a Reggio, con tre persone imputate. Un autista di Seta, l’ex ad Filippo Allegra e il responsabile dell’officina devono rispondere di omicidio colposo e cooperazione colposa. Nel processo penale la famiglia di Sylvester non si è potuta costituire parte civile perché ha deciso di procedere subito in sede civile.