Reggio Emilia, arriva la pista ciclabile “salva pedoni”

di Luciano Salsi

Impedirà la sosta selvaggia delle auto che costringeva le bici ad andare sotto ai portici mettendo a rischio i passanti

REGGIO EMILIA. La nuova ciclabile di via Emilia San Pietro non servirà solo ai ciclisti. Ne trarranno vantaggio anche i pedoni che ora sotto ai portici devono schivare le biciclette che li sfiorano sfrecciando. È un’opera prevista da tempo per mettere un po’d’ordine in una strada particolarmente congestionata, diminuendo il rischio di incidenti e gli intasamenti quotidiani provocati dai numerosi automezzi in sosta vietata.

Verrà tracciata, insieme al resto della segnaletica orizzontale, dall’incrocio con via Roma alla chiesa di San Pietro fra 10 o 15 giorni, una volta consolidato il manto d’asfalto che viene steso in quel tratto della via Emilia, dove la riasfaltatura era stata rimandata dalla scorsa primavera per non intralciare la lavorazione del film di Ligabue.

Abitanti e negozianti si lamentavano da tempo per le incursioni dei ciclisti sotto ai portici riservati ai pedoni.
In quel luogo, infatti, s’allunga il tratto principale della “vasca”, il classico percorso del passeggio che nei fine settimana affolla la via Emilia dal grattacielo a piazza Gioberti. È la porzione del centro più ricca di negozi e di antichi palazzi. Tuttavia la vivibilità è peggiorata e il commercio non fiorisce più come un tempo.

Le scorribande dei ciclisti sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Le deviazioni delle bici sotto ai portici – spiega Stefano Poma, comandante della Municipale – sono dovute anche al fatto che il lato della strada attiguo ai portici è spesso occupato abusivamente da automezzi. In molti casi sono condotti da disabili che, secondo il codice, non possiamo sanzionare se non intralciano il traffico. Sulla ciclabile, invece, nessuno potrà parcheggiare. Chi lo farà subirà anche la rimozione del veicolo».

Neppure i ciclisti avranno più scuse per scorrazzare sotto ai portici rischiando di investire un anziano meno pronto a scostarsi o un bambino che esce di corsa da un negozio. «Le infrazioni dei ciclisti – sottolinea Tutino – saranno sanzionate. Tuttavia neppure in passato rimanevano impunite. Sull’intero territorio comunale subivano ogni anno da 50 a 60 sanzioni, secondo il report compilato dall’ex-comandante Russo.

Per ricordare il divieto di transito sotto ai portici due anni fa abbiamo collocato dei cartelli alle estremità e a metà del porticato. Da allora non ci sono più pervenute lamentele». «Anche i ciclisti – sottolinea Poma – possono provocare danni, benché la loro circolazione sia giustamente incoraggiata dal Comune con le ciclabili e le deroghe ai sensi vietati. Quand’ero a Novellara le biciclette invadevano i portici per evitare il ciottolato. Il problema fu risolto creando delle corsie lastricate».