Reggio Emilia, sfregia e rapina il rivale: condannato a tre anni

di Enrico Lorenzo Tidona

Il giudice dimezza la pena richiesta dalla procura per un’aggressione del 2016. L’episodio è avvenuto in via Emilia Santo Stefano. Due complici spariti nel nulla

REGGIO EMILIA. Uno lo ha atterrato e ferito al volto con un coltello mentre altri due colpivano la vittima con calci e pugni. Un’aggressione culminata in una violenta rapina avvenuta il 29 aprile 2016 davanti a un locale fra via Emilia Santo Stefano e Corso Garibaldi, che ha portato ieri alla condanna in abbreviato a tre anni di carcere nei confronti di Garcia Suaza.

Il cittadino colombiano, 21 anni di età, residente a Reggio Emilia, era stato subito bloccato ed era finito agli arresti accusato di rapina in concorso e lesioni gravissime. Lui è stato considerato l’uomo che, oltre alle botte da orbi inferte a un rivale, ha tirato fuori il coltello ferendo al volto la vittima. La procura aveva chiesto una pena pari a 6 anni: Suaza, difeso dall’avvocato Tommaso Lombardini, si è visto dimezzare la pena dal giudice dell’udienza preliminare Angela Baraldi al termine del rito abbreviato.

Un secondo aggressore aveva subito fatto perdere le sue tracce mentre un terzo uomo era subito stato identificato. Si tratta di Dafer Achref (23 anni nato in Italia e senza fissa dimora), che risulta però latitante. Per lui, sempre imputato nel processo, non c’è stata alcuna sentenza in attesa del giudizio che è stato affidato invece il prossimo ottobre al Collegio. I rapinatori si erano impossessati di un iPhone in seguito al violento assalto nei confronti di un altro cittadino straniero.

Un pestaggio avvenuto un venerdì sera davanti al locale frequentato solitamente da immigrati residenti in città, dove era intervenuta la polizia allertata dai passanti che avevano assistito al ferimento dell’uomo rimasto a terra col volto insanguinato e un altro taglio su un polso. Davanti al giudice, ieri, è comparso inoltre un terzo imputato, estraneo all’aggressione e accusato successivamente di estorsione perché si era reso disponibile per ritrovare il telefono rubato alla vittima.

L’uomo, però, difeso dall’avvocato Federico Bertani, è stato assolto. La produzione nella precedente udienza degli sms e dei messaggi su facebook ha reso evidente la mediazione messa in atto dall’imputato solo su richiesta della vittima e non tramite minaccia.

L’aggressione aveva fatto scalpore. Era avvenuta in una zona del centro, dove era stato sfoderato un coltello. Tanta violenza esplosa intorno alle 23 forse a causa anche di precedenti risentimenti, secondo quanto aveva già ipotizzato la polizia. Vittima e carnefice si conoscevano già. La vittima del pestaggio culminato nella rapina, è un 25enne di origine straniera nato a Montecchio.

Durante il parapiglia non solo è stato picchiato e rapinato del telefonino, ma si è trovato con il viso pieno di sangue per la coltellata infertagli da chi l'ha più ferocemente aggredito. Con il terrore negli occhi in diversi avevano chiamato le forze dell’ordine e sul posto sono piombate quattro volanti della polizia.