Castellarano, la pistola non si trova: Ambrisi resta in libertà

di Giuseppe Boi

Denuncia a piede libero per il castellaranese autore della sparatoria al night club. La polizia cerca l’arma, lui dice di non sapere dove l’ha buttata perché ubriaco

SCANDIANO. Ha scaricato l’intero caricatore di una pistola semiautomatica davanti a un nightclub. Si è liberato chissà dove dell’arma e si è giustificato dicendo di non ricordarsi nulla perché era ubriaco. E per questo Rocco Ambrisi, 43enne di Castellarano, è a piede libero: la polizia non può accertare la detenzione abusiva dell’arma e lo ha denunciato per minacce aggravate. Il tutto in attesa che l’autorità giudiziaria valuti le prossime mosse, soprattutto in riferimento alla sua “pericolosità sociale”.

Rocco Ambrisi è salito all’onore delle cronache ben prima dei colpi di pistola contro il Big Bijou di Modena. L’uomo, che abita a Castellarano, è noto in tutta la zona ceramica. Nel 2015 è stato tra i principali protagonisti dell'inchiesta “Gli Intoccabili” ed è finito ai domiciliari, assieme ad Adamo Bonini (di Casalgrande), perché accusato da guardia di finanza e polizia di essere uno dei capi di un “sistema” che taglieggiava imprenditori e poi cercava di rilevarne le attività. Nei guai sono finiti pure otto prestanome e tre carabinieri, accusati anche di favoreggiamento.

Nel marzo dell’anno scorso la guardia di finanza sequestrò ad Ambrisi e Bonini beni per circa 4 milioni di euro. Secondo la procura modenese i due appartengono a «un sodalizio criminale operante nelle province di Reggio e Modena, in particolare tra Sassuolo, Fiorano, Casalgrande e Castellarano». Un’attività grazie a cui «sono riusciti ad accumulare, direttamente o attraverso alcuni stretti familiari, un significativo patrimonio mobiliare ed immobiliare, del tutto incongruente rispetto alla propria capacità contributiva e a quella dei propri congiunti».

A processo ancora in corso è arrivata la “bravata” degli spari contro il circolo privato in via Lucca a Modena. Nella notte tra giovedì e venerdì Ambrisi ha sparato per intimidire, come lui stesso ha riferito agli inquirenti, lo staff del Big Bijou e per vendicarsi del trattamento subìto poco prima da lui e da un suo amico. I due erano nel locale e avevano bevuto parecchio.

L’amico, in modo particolare, tant'è che è stato male e ha iniziato a vomitare ovunque. Dopo gli inviti ad allontanarsi, a recarsi in bagno e ad avere un comportamento consono, i due sono stati mandati fuori e hanno avuto una lite col buttafuori.

Passata una mezz’ora dall’allontanamento, Ambrisi è ritornato davanti al Big Bijou e ha sparato contro l’ingresso. Colpi contro la porta ma anche colpi che si sono conficcati lungo le scale, sino alla fine della prima rampa. Per fortuna in quel frangente nessuno era sceso o si trovava nei paraggi. Ambrisi si è allontanato dopo gli spari ma in breve tempo – quello dei primi accertamenti, l’ascolto delle testimonianze e l’osservazione dei filmati – la polizia è andata a prelevarlo a casa dal suo amico.

Interrogato in questura, il castellaranese ha ammesso di aver sparato per vendetta. Ma la pistola non c’è: ha riferito di averla gettata chissà dove e di non ricordare perché era ubriaco. Dunque la polizia non ha potuto accertare la detenzione abusiva e Ambrisi può così trascorrere il fine settimana a piede libero.