Stava, commemorate le vittime rotegliesi

Cerimonia a Castellarano e in Trentino per ricordare i 268 morti, tra cui numerosi reggiani

CASTELLARANO. Tutti insieme, a Roteglia e in Trentino, per ricordare la devastazione di Stava e le sue 268 vittime, fra cui dieci rotegliesi. Ieri è passato il 32esimo anniversario dal disastro di Stava, la località trentina della Val di Fiemme che alle 12.22 del 19 luglio 1985 venne sommersa da 180mila metri cubi di fango dopo la rottura degli argini dei bacini di decantazione della miniera di Prestavel.

Il mare terroso travolse l’intero abitato, uccidendo 268 persone e spazzando via case, strade, boschi. Una distruzione completa della frazione del comune di Tesero che costò la vita anche a sedici reggiani, fra cui dieci abitanti di Roteglia, compreso la piccolissima Lucia Lanzi di soli 8 mesi. Quella zona della val di Fiemme era una classica meta di vacanze per gli abitanti della nostra provincia, che persero la vita in una tragedia figlia sì della fatalità ma pure dell’incuria, come confermato poi dalle sentenze.

Queste le vittime rotegliesi: Rossella Ruozzi in Lanzi, 28 anni; Lucia Lanzi, 8 mesi; Wilma Prati in Ruozzi, 56 anni; Lidia Ori in Lanzi, 25 anni; Matteo Lanzi, 4 anni; Renzo Lanzi, 66 anni; Giacomino Tosi, 47 anni; Fausto Bondioli, 39 anni; Valentino Palladini 47 anni; Adriano Tonelli, 43 anni. E rimasero schiacciati anche altri sei reggiani, Giorgio Panisi, 8 anni, di Fabbrico; Alda Mariotti in Panisi, 44 anni, di Fabbrico; Andrea Ruggeri, 60 anni di Cadelbosco Sopra; Luigi Romano Terenziani, 41 anni, e Romana Grisanti, 37 anni, di Villa Cella; Rinaldo Grisanti, 75 anni di Bibbiano.

Ieri queste persone sono state ricordate sia a Roteglia che in Trentino, dove ogni anno si svolge la cerimonia ufficiale con le autorità nazionali e le delegazioni dei vari paesi colpiti, organizzata dalla Fondazione Stava creata dai parenti delle vittime.

Il vicesindaco di Castellarano Paolo Iotti era a Stava, come rappresentante ufficiale della comunità rotegliese.

Anche a Roteglia si è tenuta una celebrazione religiosa, officiata alle 20.30 al santuario Santa Maria a suffragio delle dieci vittime locali, e fra i presenti c’era il sindaco Giorgio Zanni. «A distanza di 32 anni è più che mai vivo il ricordo di una delle più gradi tragedie “ambientali” del nostro Paese. Tragedia che ha colpito da vicino la nostra comunità, in particolare quella rotegliese», riflette ora Zanni. «Qui il ricordo continua a vivere grazie ai familiari e ai superstiti di questa tragedia, grazie al lavoro dell'associazione del “GERS - Gruppo Escursionisti di Stava”, al Parco di Roteglia dedicato alla memoria degli scomparsi, alla Pieve posta sul Pilastrino ed a due borse di studio assegnate ogni anno dall’associazione a studenti del paese meritevoli». (adr.ar.)