Terremoto a Kos: reggiani salvi a pochi metri dalla tragedia

di Enrico Lorenzo Tidona

Tre giovani scampati ai crolli. Un 28enne ha riportato ferite: «Siamo terrorizzati, a 10 metri da me due turisti sono morti»

REGGIO EMILIA. Le strutture turistiche hanno tutte retto altrimenti sarebbe potuto essere un’ecatombe». Damiano Pezzi è salvo anche se ha riportato qualche ferita. È scampato insieme a due amici reggiani alla devastazione del terremoto che ha scosso il Mar Egeo facendo franare interi palazzi nell’isola greca di Kos, dove si trovava per lavorare come barman. La potenza avvertita dal giovane reggiano di 28 anni «era devastante», ci ha raccontato ieri mentre tentava di rientrare in Italia il prima possibile con un traghetto. «Sono caduto più volte tanto erano forti le scosse».

Pezzi era nel locale in cui lavora, situato nella strada dei bar dell’isola, insieme a un altro amico reggiano, Simone Melioli: «Stavamo lavorando al bar e appena a 10 metri di distanza è crollato il palazzo nel quale sono morte due persone». Una terzo amico, Alessandro Morandi di Rubiera, stava lavorando al porto. «Il bar dov’ero io è al chiuso ma noi lavoravamo fuori - racconta il barman - eravamo a Kos Town. Dopo quella terribile scossa c’erano feriti anche gravi un po’ ovunque. Ma il peggio è stato quando il mini tsunami è arrivato perché si è creato il panico e tutti correvano alla rinfusa. Fortunatamente conoscendo l’isola siamo riusciti ad evitare calca e luoghi pericolanti mettendoci al sicuro alla svelta. Ci siamo buttati nelle rovine della agorà per stare in uno spazio aperto mentre tutti i palazzi antichi, moschea, mausoleo, mercato, rovine, hanno cominciato a venir giù».

Turchia, il sisma colpisce l'isola greca di Kos: vittime e crolli

Luca Pezzi, padre di Damiano e membro del soccorso alpino reggiano, ha postato ieri un messaggio su facebook per far sapere ai tanti amici che il filgio e i suoi amici stavano bene: «Ore 1, papà papà qua non si sta in piedi e crolla tutto, dove devo andare?» ha scritto il padre, che si è tenuto in contatto via whatsapp con il figlio. «I telefoni non funzionavano - ci ha spiegato Luca Pezzi - Mio figlio sono anni che va a Kos. Ieri mi ha chiamato terrorizzato, dicendo che là stava cadendo tutto. La scossa è stata molto forte e tutti e tre sono fuggiti in una zona limitrofa. Poi si sono subito dati da fare per cercare di tornare. Io mi sono messo in contatto con la Farnesina ma non essendoci dispersi o feriti italiani non hanno attivato dei voli. I ragazzi hanno trovato un traghetto che li porta ad Atene e da lì torneranno a casa. A Kos non ci vogliono più stare».



La terra ha tremato in piena notte, scuotendo le case «come una trottola», secondo il racconto dei testimoni. Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.7 ha colpito all’una e mezza locali (mezzanotte e mezza in Italia) il tratto di mar Egeo tra l'isola greca di Kos e la penisola turca di Bodrum, provocando le due vittime di cui parlava Pezzi: un 39enne turco e un ventenne svedese in vacanza in Grecia, uccisi nel crollo di un bar. Oltre a questi ci sono stati 500 feriti, la maggior parte lievi.

SCOSSA 6.7 - Guarda i video

Tra le persone ricoverate, non risultano italiani. Il sisma, avvenuto a una profondità di circa 10 chilometri, è stato seguito da un mini tsunami, con onde alte circa mezzo metro che hanno travolto case, negozi e auto parcheggiate sulla costa di Bodrum, arrivando fino a un centinaio di metri dal mare. Una notte di paura, scandita da decine di scosse di assestamento - almeno 160, secondo la stima dell'osservatorio di Kandilli a Istanbul - che hanno spinto migliaia di turisti a dormire all'addiaccio, su sdraio, lettini e giacigli di fortuna. I danni più gravi sono avvenuti nel centro storico di Kos. Lesionate chiese, l'antica moschea e la fortezza del quattordicesimo secolo all'ingresso del porto principale, oltre a diverse abitazioni non antisismiche.

È lì che si sono registrati anche i feriti più gravi, alcuni dei quali elitrasportati in ospedali ad Atene o nelle vicine isole di Rodi e Creta. Tra questi, anche diversi stranieri, tra cui un norvegese, un turco e un albanese. In totale, sono circa 120 le persone ferite a Kos.