«Era un luogo sacro, ora c’è paura»

Tra i frequentatori della zona tanti chiedono più controlli e qualche telecamera

REGGIO EMILIA. Il Parco delle Caprette era un luogo sacro, ora ho paura a venire da sola». Così una giovane frequentatrice descrive un improvviso senso d’insicurezza in quello che lei considera un luogo dell’anima. «Adoro questo parco – dice Sara Caspani – e lo frequento da quando ero piccola per vedere le caprette e gli animali. Ricordo che era eccezionale venire qui con mia madre». Un episodio di violenza denunciato due estati fa all’interno del parco ha però cambiato il suo atteggiamento.

«Adesso ho paura – rivela Sara – se non ci sono le mie amiche non vengo. Sarebbe bello se ci fosse qualcuno a controllare, servirebbe anche qualche telecamera». «Magari», commenta l’amica Carlotta Curti. Con Laura Antonioli, reggiana trasferitasi a Londra, stanno recitando en plein air in un luogo che per loro ha enormi potenzialità. «Non ci vengo mai da sola – commenta Carlotta – e mi è capitato di vedere qualche uomo che parla anche a voce alta... difficile non avere paura».

Una visione opposta di chi lavora nella struttura del parco e sottolinea come non vi siano persone sospette. «Ho partecipato a un’osservazione delle stelle – commenta Silvia Bassoli – e mi è piaciuta. Certo, servirebbe un po’ più di sicurezza, come in tutti i parchi. In generale, non si vede però tanto sporco e non ci sono tante cartacce a terra». Silvia sta studiando al parco farmacologia con Samuele Caselli. «Il parco è un bel posto per prendere un po’ di ombra e studiare al fresco – commenta il giovane – poi conosco questo luogo da tutta la vita. È bello anche per chi fa sport perché ci sono tante salite e discese».

Bello organizzare compleanni, come dimostra Jehona Vatovci che sta festeggiando il suo proprio al parco grazie all’idea avuta dall’amica Veronica Iotti. «Vivo a Milano da quattro anni – spiega Veronica – ma per me il Parco delle Caprette resta il luogo perfetto per organizzare feste. Ha un grande potenziale, ma si potrebbe fare qualcosa per farlo vivere di più».

Con loro un’amica piemontese. «Il Parco del Castello di Tortona, vicino a dove abito, non è per niente sicuro –  rivela la ragazza, Elisa Torlasco – Qui alle Caprette invece mi sento sicura». Un giudizio confermato da due giovani georgiani alle prese con attrezzi ginnici in legno. «È un luogo tranquillo anche di sera – commenta Lado Iordanoshivili – che ti rilassa. «Purtroppo ci sono tratti senza luce da febbraio – aggiunge il fratello Georgi – ma per il resto è ottimo».(g.f.)